Fabio Giamello
Fabio Giamello

Siena, 11 gennaio 2019 - Non più il calciatore o la velina, il lavoro più in voga è il fashion blogger. Che piaccia o no è diventato un lavoro a tutti gli effetti. Davanti alla mancanza di occupazione c’è chi ha rinunciato alla corsa al posto fisso, prendendo alla lettera uno dei consigli più sentiti di questi tempi: «Inventati un lavoro». Detto fatto. Al posto dei sogni infantili oggi si guarda a un nuovo modello: l’influencer. Diffusosi in Italia in ritardo rispetto ad altri paesi, oggi sono in tanti che fanno del proprio profilo Instagram uno strumento di guadagno. E anche Siena non è immune.

A fare da apripista è Fabio Giamello, 24 anni. Ha iniziato quasi per caso, con un amico e qualche giorno fa si trovava a Firenze per uno degli appuntamenti più importanti nel mondo della moda, Pitti Immagine. Da adolescente neppure gli piacevano le foto e ora invece ha quasi 200mila followers (termometro di notorietà e, inutile nasconderlo, di guadagno). "Ho pubblicato qualche scatto sul mio profilo, qualche azienda mi ha contattato e da lì ho iniziato le prime collaborazioni – racconta –. Ho studiato lo strumento social per imparare a usarlo nel migliore dei modi e poter crescere di più, oggi offro un servizio alle aziende che vogliono investire sui social e attraverso questi vendere il loro prodotto o semplicemente farlo conoscere. Ovviamente faccio una selezione, scegliendo quelli con cui poter avviare un progetto più strutturato".

In sostanza è la nuova frontiera dei cartelloni pubblicitari, meno ingombrante e più immediata. I brand che decidono di mettersi al pari coi tempi scelgono dei volti sui cui puntare. Su Fabio, al momento, hanno puntato il marchio internazionale di jeans Don the Fuller e l’ottica G.M. di Siena, oltre a qualche privato. Non sono mancate richieste assurde come quella di pubblicizzare un lubrificante che Fabio ha subito rifiutato. Ma il dubbio che attanaglia è quanto questo lavoro possa durare nel tempo.

"Basta seguire l’andamento dei social. Il mio obiettivo è comunque un altro: aprire un’azienda di social media marketing". Followers, like. Quello dell’influencer è un lavoro che si basa sul giudizio altrui. Tutto quello che viene pubblicato sul web è a disposizione di chi guarda.

"Bene o male, basta che se ne parli. Qui in Italia se qualcuno riesce a fare qualcosa viene criticato, la cosa non mi preoccupa. I social vanno saputi usare, bisogna capire cosa far sapere alla gente e cosa tenere per sé".