Enoteca Italiana a Siena: incontro sulla Fortezza

Elena d'Aquanno, a capo della cordata che ha rilevato il marchio Enoteca Italiana, è in Comune per discutere dell'utilizzo dei locali della Fortezza medicea come sede storica dell'Enoteca. Si cerca la soluzione migliore per l'amministrazione comunale.

Enoteca, incontro sulla Fortezza

Enoteca, incontro sulla Fortezza

I tempi iniziano a stringere e nelle prossime settimane dovrà arrivare una risposta, da Palazzo pubblico. Ieri mattina Elena d’Aquanno, a capo della cordata che ha rilevato il marchio Enoteca Italiana, era in Comune. Sul tavolo, al di là dei progetti e delle prospettive, c’è un tema cruciale, anzi preliminare a qualsiasi altro ragionamento: i locali della Fortezza medicea, sede storica dell’Enoteca. L’imprenditrice è sempre stata chiara, il rilancio passa per una componente fondamentale dall’utilizzo di quegli spazi.

Di questo si è parlato anche la scorsa settimana nella giunta informale che ha dibattuto proprio del futuro della Fortezza, spazio su cui la città si arrovella - senza costrutto - da decenni, arrivando a produrre solo interventi estemporanei. Ora la scelta di riaccendere l’insegna dell’Enoteca Italia in due bastioni sarebbe già un punto di partenza importante: su questo ci sono i convinti, in maggioranza, ma anche qualche titubante per un intervento che questa volta avrebbe come controparte un soggetto interamente privato.

Per questo si sta cercando la soluzione migliore da un punto di vista tecnico così come di garanzia per l’amministrazione comunale. L’operazione, salvo sorprese, alla fine si farà. D’Aquanno ha già portato i suoi progetti sui tavoli ministeriali romani e su quelli dell’assessorato regionale all’agricoltura, ora manca l’ingresso in grande stile sul palcoscenico senese. Che avverà, però, solo dopo la conclusione dell’operazione sui locali della Fortezza.

O.P.