Dossier ’Liste di attesa’. La corsa a recuperare esami e interventi dopo la pandemia

Il quadro della direttrice sanitaria del Policlinico, Francesca De Marco: "Garantiamo le richieste con priorità clinica. All’incremento delle prescrizioni corrisponde l’aumento delle prenotazioni".

La sanità pubblica spesso non basta e il Governo, con il Fondo sanitario, pensa ora di rivolgersi al privato, alle strutture convenzionate, per accorciare le liste di attesa delle prestazioni. Vediamo come ’viaggiano’ le attività ambulatoriali, sul versante Scotte, con la direttrice sanitaria Francesca De Marco.

Liste di attesa: esiste il problema?

"Nella realtà senese non è un problema effettivo in quanto abbiamo una organizzazione interna che è in grado di garantire in tempi consoni le richieste con priorità clinica per le quali, quindi, i tempi di attesa sono per lo più assicurati. I tempi sono invece più lunghi su alcune casistiche di prestazioni per le quali non vi sono criteri di priorità. Ma è necessario inquadrare il problema delle liste di attesa analizzando almeno tre fattori: l’incremento della domanda di prestazioni, cresciuta tantissimo dopo il periodo pandemico; l’aumento dei volumi di attività con isorisorse; l’appropriatezza terapeutica".

Quali sono gli esami diagnostici con più attesa?

"Ci sono esami su cui si registrano maggiori sofferenze, come la RM muscolo scheletrica, la colonscopia, l’ecografia muscolo scheletrica. Ad un incremento delle prescrizioni diagnostiche corrisponde un aumento delle prenotazioni. Ad esempio le visite cardiologiche prenotate in Aou Senese sono passate da 5.369 nel 2019 a 5.566 del 2022 e, al 30 settembre, siamo già a 4.736. Numeri più importanti si registrano per l’ecoaddome, con prenotazioni passate da 4.011 del 2019 a 4.559 del 2022 e, al 30 settembre, è stata già superata sia la soglia dell’intero 2019 che del 2022, arrivando a 4.563. Sono esempi che spiegano chiaramente in che modo inquadrare correttamente il tema delle liste di attesa, che è causato da più fattori. Inoltre, in questo momento in cui stiamo sostituendo la TC body con un apparecchio tecnologicamente più evoluto, avremo delle fisiologiche criticità per tutta la durata dei lavori sulle Tac addome, torace e distretti corporei di pertinenza, dovendo ridistribuire l’attività sulle altre apparecchiature presenti in azienda. Ma c’è sempre possibilità di anticipare le prestazioni con una reale priorità".

In ambito chirurgico invece?

"Rispetto al 2022, tra gennaio e settembre 2023 abbiamo registrato un incremento del 14% dell’attività chirurgica eseguita in elezione. Anche i dati della chirurgia robotica sono aumentati passando dai 239 del 2021 ai 353 del 2022 ai 324 di settembre 2023, con la previsione di arrivare a circa 400 interventi a fine anno, numeri mai registrati. I tempi di attesa più critici riguardano gli interventi per ernia inguinale, protesi di anca e ginocchio, e gli interventi di addominoplastica"

Come si spiegano le attese?

"Gli allungamenti dei tempi sono dovuti alla necessità di dover operare in primis i pazienti oncologici, entro 30 giorni dall’immissione in lista di attesa e, successivamente, chi ha una priorità chirurgica, in base alla gravità della prognosi, sintomatologia e deficit funzionale. Per quanto riguarda gli interventi oncologici ad esempio c’è stato un vertiginoso aumento delle richieste di inserimento in lista di tumori maligni del polmone effettuati dalla Chirurgia Toracica negli ultimi anni. Nel 2022 in particolare, si è registrato un picco, con incremento di oltre 100 pazienti in più inseriti in lista d’attesa (+50% rispetto al 2021). Per il 2023 prevediamo di arrivare a circa 280 pazienti inseriti in lista, inferiore al 2022 ma comunque superiore a tutti gli anni precedenti. Siamo impegnati nella riorganizzazione delle liste operatorie per smaltire quanto accumulato nel periodo pandemico".

Paola Tomassoni