Siena, 3  settembre - Un detenuto nel carcere di Siena per una condanna definitiva per furto non è rientrato nell'istituto dopo un permesso premio. Lo fa sapere il sindacato di polizia penitenziaria Sappe spiegando, attraverso il segretario nazionale Donato Capece, che "tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto".

Sono già in corso, prosegue Capece "le operazioni di polizia dei nostri agenti" finalizzate a catturare il detenuto che "beneficiava già dell'ammissione al lavoro art. 21, che permette il lavoro all'esterno con pernottamento in istituto: usciva alle 8 e rientrava alle 21. Stamane alle 9, dopo 12 ore di non rientro programmata alle 21 di ieri, è scattato il reato di evasione".

Il Sappe spiega che "nei primi sei mesi del 2018 si sono verificate 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all'esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: nel 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%. Questo non deve perciò inficiare l'istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all'esterno o dei permessi ai detenuti".

Al tempo stesso Capece evidenzia che "ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del corpo in servizio negli istituti penitenziari, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Ci aspettiamo provvedimenti concreti dal ministro della Giustizia Bonafede e dal capo dell'Amministrazione penitenziaria Basentini".