Laura Almerico insieme allo zio, Beppe Pes
Laura Almerico insieme allo zio, Beppe Pes

Siena, 21 febbraio 2021 - «Abbiamo la corsa più bella del mondo ma va salvaguardata. Quando mancheranno i cavalli e i fantini perché il Covid 19 e lo svuotamento di valore dell’ippica italiana che va avanti da tempo avranno seccato quei vivai che sono le scuderie, saranno guai. Ripeto, la crisi attuale e i problemi di un settore d’eccellenza ma che manca di sostegno, possono creare sconquassi. Bisogna guardare avanti e pensare a quali possono essere le ricadute fra 4-5 anni".

Non le manda a dire Laura Almerico, nipote di uno dei più grandi fantini di Piazza, Beppe Pes in arte Il Pesse, 45 Palii corsi e 9 vinti. Che da tempo lavora in Francia con grandi risultati visto che è responsabile di un’importante scuderia a Chantilly. "Mi sono avvicinata all’ippica grazie a lui, la prima esperienza che non dimentico è quella all’ippodromo di Grosseto dove mi ha portato che ero piccolina. Ho avuto la fortuna di andare in Inghilterra, in Francia, negli Stati Uniti a vedere ciò che accade. Ma ho anche girato per le scuderie senesi. E la situazione è dura" , spiega Almerico. Che si era avvicinata alla Lega ma adesso non ha alcuna tessera di partito.

Partiamo dall’inizio: vuole rivolgere un appello.
"A tutti i politici affinché intervengano, le migliori professionalità sono emigrate all’estero. L’ippica può offrire opportunità di lavoro e dopo il Covid 19 bisognerà reinventarsi. Serve un nuovo Unire, soprattutto non più commissariato, dando continuità ai progetti invece che legarli ai vari partiti che si alternano al Mipaf: finora c’era la Bellanova, ora la sostituisce Patuanelli. E si rinizia da capo".
Gli ippodromi chiusi ...
"Se riaprono possono diventare polifunzionali, Grosseto per esempio, come Livorno, potrebbero essere polmoni verdi all’interno delle città. Strutture che creano energie: si parla tanto di green!"
Veniamo a Siena.
"Niente più Palii e corse in provincia, nessuna possibilità di avere appuntamenti in ippodromo: si sono trovate in grandissima difficoltà tutte le scuderie. Forse non si pensa che ci sono costi fissi importanti da sostenere. Si spende ma non c’è un adeguato rientro. Se gli ippodromi toscani fossero stati in funzione avrebbe rappresentato ossigeno. Ma c’è anche altro".
Sentiamo.
"Se si abbassa la qualità delle scuderie diventa un problema anche per il Palio di Siena, finisce che metti in crisi anche la sicurezza. Perché occorrono attenzioni, cure, investimenti, allenamento. Senza contare che la crisi che sta attraversando la città a causa della pandemia, stante la sua vocazione fortemente turistica, ha creato difficoltà anche a tanti che tenevano i cavalli e ora hanno smesso dovendo dare la precedenza ad altro".
I nsomma, un binomio su cui puntare è ippica-posti di lavoro. Il tutto slegato dal carrozzone della politica, meglio i tecnici.
"Solo in Italia il sistema va male, in Francia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania funziona. Riorganizziamolo guardando anche al futuro di Siena".