di Laura Valdesi SIENA Calma e sangue freddo. Niente allarmismi. Ma i 23 kosovari rientrati nella nostra provincia dal loro Paese domenica scorsa e che non risulterebbero ancora registrati sul portale dell’Azienda sanitaria locale, come previsto dalla normativa regionale per gli arrivi extra Schengen, devono essere trovati. Visto l’allarme contagi collegato ai rientri dalle vacanze e anche dall’estero, come ha sottolineato anche il Tg3 che ha riportato la notizia. Otto i Comuni del Senese,...

di Laura Valdesi

SIENA

Calma e sangue freddo. Niente allarmismi. Ma i 23 kosovari rientrati nella nostra provincia dal loro Paese domenica scorsa e che non risulterebbero ancora registrati sul portale dell’Azienda sanitaria locale, come previsto dalla normativa regionale per gli arrivi extra Schengen, devono essere trovati. Visto l’allarme contagi collegato ai rientri dalle vacanze e anche dall’estero, come ha sottolineato anche il Tg3 che ha riportato la notizia.

Otto i Comuni del Senese, a partire dal capoluogo, che si sono messi subito a lavoro per rintracciarli nel minor tempo possibile ed evitare in tal modo che si possano sviluppare possibili focolai. Oltre alla nostra città dove sono dieci le persone da trovare – e per questo il sindaco Luigi De Mossi e il vice sindaco Andrea Corsi hanno già delegato la Polizia municipale – sarebbero state attivate per i restanti tredici anche le amministrazioni di Colle Val d’Elsa, Poggibonsi, Sovicille e Montalcino, poi Monteroni d’Arbia, Murlo per Casciano e Buonconvento.

Facciamo un passo indietro. Il 23 agosto è stato chiesto alla questura di identificare un gruppo di 51 kosovari che stavano rientrando nella nostra provincia dal loro Paese di origine utilizzando i pullman di una ditta che da tempo assicura il collegamento fra l’Italia e, appunto, il Kosovo. Stessa operazione è stata svolta peraltro dagli agenti qualche giorno dopo per un mezzo su cui ne arrivavano altri 31. Tutte persone che risiedono da tempo in Italia e che avevano titolo per rientrare.

La questura ha consegnato i nomi all’Asl. Solo che avrebbero dovuto rispettare la quarantena obbligatoria e comunque iscriversi nel portale, come è del resto stato ricordato loro dalla polizia all’arrivo. Bisogna ora verificare se si sono dimenticati semplicemente di registrarsi nel portale ma, soprattutto, se davvero non hanno rispettato l’obbligo della quarantena. Non risulterebbe che si siano sottoposti neppure a test o tamponi. Di qui la necessità di rintracciarli quanto prima, sottolineata anche dalla prefettura in una comunicazione, affinché le 23 persone seguano le misure per contenere la diffusione del Covid.

L’assessore alla sanità di Siena Francesca Appolloni, intanto, ha scritto al direttore sanitario dell’Asl Toscana Sud Est Simona Dei per chiedere che venga messa con urgenza la tenda drive through al capolinea dei pullman in via Lombardi perché qui arrivano dai Paesi extra Schengen. Così i passeggeri possono essere controllati subito. Tutti.