Uno dei momenti della Cruise collection Dior 2020 a Palazzo El Badi di Marrakesh
Uno dei momenti della Cruise collection Dior 2020 a Palazzo El Badi di Marrakesh

Siena, 21 novembre 2019 - Per una settimana hanno incrociato le dita e tenuto le bocche rigorosamente cucite, a Palazzo Pubblico. Sperando che l’entusiasmo manifestato dal direttore creativo di Dior, MariaGrazia Chiuri, per quello scenario fantastico che è Piazza del Campo, per il magnetismo iconico che la Conchiglia emana da secoli, si trasformasse in una scelta definitiva. Il celebre marchio della moda, uno dei brand mitici del lusso ha accarezzato l’idea di Siena come palcoscenico della Cruise Collection 2021. La data c’è già, il 27 maggio 2020. Anche il Continente è stato scelto dai vertici di Dior, l’Europa. L’anno scorso la sfilata della Cruise collection andò in scena a Palazzo El Badi, a Marrakesh. Circa 500 ospiti, tra clienti, personaggi famosi, stampa di settore e stelle del cinema, tra cui Jessica Alba, Lupita Nyong’o e Shailene Woodley, parteciparono all’evento in Marocco.

Perché, come raccontano gli esperti di moda e di glamour, individuare una destinazione per la Cruise Collection di un brand è come raccontare una favola, trovare un legame con la collezione da presentare e scegliere un luogo non troppo famoso per un’esperienza particolare. Negli anni scorsi Gucci ha sfilato nel cimitero di Arlès e poi nei fori imperiali di Roma, Chanel qualche anno fa organizzò un mega evento a Cuba con concerto dei Rolling Stones, quest’anno dovrebbe andare a Capri. Le Cruise Collection sono diventate dei veri e propri show e le città scelte hanno un’atmosfera inusuale e magica. C’è una gara, tra i direttori creativi dei marchi del lusso, a chi sceglie la destinazione dal sapore artistico più spiccato. Le Cruise collection nacquero cinquant’anni fa negli Stati Uniti, per sfruttare il momento in cui le signore americane sceglievano il guardaroba per andare in crociera.

Cosa c’entra Siena con tutto questo? MariaGrazia Chiuri e i manager di Dior hanno avuto anche un contatto diretto con il sindaco Luigi De Mossi. Gli avrebbero chiesto la disponibilità di Piazza del Campo, magnificandone l’impatto scenico, la storia, il valore artistico. «Con la cultura s’impara a vivere insieme; s’impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni, altri modi di vivere che sono altrettanto validi dei nostri» aveva scritto la Chiuri dopo la scelta di Marrakesh.

L’epilogo del colloquio è stato un invito a mantenere riservata la notizia, mentre lo staff di Dior si preoccupava di rastrellare camere per quei giorni di maggio negli hotel a cinque stelle della città e dei dintorni. Il Continental è stato il primo a essere opzionato, contatti anche con altri relais vicino a Siena.

Ma mentre si facevano i conti sulle ricadute di un evento come questo, su cosa avrebbe significato per Piazza del Campo essere la scenografia di una sfilata con risonanza planetaria, ecco il sentore della doccia fredda. L’acqua alta a Venezia, l’allarme mondiale risuonato per salvare la Serenissima, la catena di solidarietà che si è messa in moto per risollevare la perla della Laguna, hanno acceso una lampadina nella testa dei creativi della maison. Da Piazza del Campo a Piazza San Marco, cambio di scena e di prospettiva. Pensando anche di collegare la Cruise collection alla voglia di rianimare Venezia, di aiutare la sua rinascita, di contribuire a farla tornare capitale, almeno per un giorno e una notte di maggio. Niente è ancora deciso, ma Venezia avrebbe sorpassato Siena nella lista. Tra i danni dell’ondata di maltempo forse bisognerebbe inserire anche questa occasione che rischia di sfumare. È da cinici pensarlo, Venezia avrebbe volentieri rinunciato all’evento pur di non subire gli effetti dell’acqua granda. Ma la realtà è quasi sempre amara. Anche nella moda.

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