Siena, 9 giugno 2018 - Cinque anni dopo quella tragica domenica mattina si sono aperte le porte del carcere per l'operaio agricolo 33enne di Montepulciano condannato per omicidio colposo e guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti e alcol. 

Tutto iniziò il 26 giugno 2013, attorno alle 10 di mattina, nei pressi di Via della Macchia, una strada poco trafficata che collega Montepulciano Stazione ad Acquaviva di Montepulciano. Ci fu uno scontro frontale tra una Renault Clio e un’Alfa Romeo 156. Il conducente dell'Alfa, Gianni Fanciulli, morì al pronto soccorso delle Scotte, dove era arrivato  con l'eliambulanza. 

L'operaio (oggi 33enne) si rifiutò di sottoporsi ai test per verificare lo stato di ebbrezza o l'effetto di droghe. Rifiutarsi, secondo la giurisprudenza, equivale a un'ammissione di positività. La condanna è stata così anche più grave: tre anni e otto mesi di reclusione, oltre a sei mesi di arresto. E così l'uomo ieri mattina, alle 9,30, ha aperto la porta ai carabinieri della Stazione di Acquaviva di Montepulciano, che gli hanno notificato l'ordine di carcerazione emesso il 7 giugno dal Tribunale di Siena.

Dopo la redazione dei necessari verbali l’uomo è stato portato al carcere di Santo Spirito a Siena.