Massimo Caputi, principale azionista privato di Terme di Chianciano, punta anche al residuo del ’bonus vacanze’ rimasto inutilizzato
Massimo Caputi, principale azionista privato di Terme di Chianciano, punta anche al residuo del ’bonus vacanze’ rimasto inutilizzato
CHIANCIANO TERME Una lunga assemblea quella dei sindacati che devono decidere se dichiarare in breve lo stato di agitazione, promossa da Filcams Cigl. I lavoratori delle terme cercano di comprendere lo scenario futuro per la loro occupazione. Una riunione nello stabilimento Sillene, che si è protratta fino a tarda ora e che ha visto sia la presenza dei dipendenti fissi...

CHIANCIANO TERME

Una lunga assemblea quella dei sindacati che devono decidere se dichiarare in breve lo stato di agitazione, promossa da Filcams Cigl. I lavoratori delle terme cercano di comprendere lo scenario futuro per la loro occupazione. Una riunione nello stabilimento Sillene, che si è protratta fino a tarda ora e che ha visto sia la presenza dei dipendenti fissi che quelli stagionali, fortemente penalizzati dall’andamento negativo della stagione termale.

E sempre nella giornata di ieri Massimo Caputi, principale azionista privato di Terme di Chianciano, ha fornito loro delle risposte intervenendo in un incontro pubblico nel quale ha parlato anche del vecchio contratto termale fermo al 2005, mettendo in evidenza anche l’importanza della formazione e dell’apertura verso i clienti stranieri. Del resto il presidente di Federterme è riuscito a dare speranza al settore post-covid, ottenendo dal governo il bonus terme. Anzi probabilmente il settore potrebbe chiedere al governo Draghi di stornare altre risorse su questo ’pescando’ il residuo del bonus vacanze non utilizzato dagli italiani. Una partita centrale fin dalle prossime settimane quelle appunto del bonus terme e per la quale anche l’amministrazione comunale vuole scendere in campo mettendo proprie risorse finalizzate alla promozione del messaggio. I mesi invernali quindi potrebbero essere decisivi sotto diversi aspetti: l’imminente ingresso di Invitalia grazie ad un prestito partecipativo, la definizione del concordato in tribunale e la presentazione di un piano industriale e l’uscita delle istituzioni pubbliche dalla società di gestione. Per adesso la proprietà della società è ancora pubblica, ma anche questo scenario potrebbe essere messo in discussione in un futuro non prossimo, ma piuttosto legato ad altri scenari regionali e nazionali. Vento di cambiamento su Terme di Chianciano .

Anna Duchini