Il policlinico di Siena
Il policlinico di Siena

Siena, 12 giugno 2019 - Colpo di scena. Proprio nel giorno in cui l’indagine sulla morte di un bambino di 10 mesi alle Scotte stava per decollare, la procura ha annullato gli accertamenti tecnici. Niente conferimento dell’incarico al perito che doveva stabilire perché il piccolo Mohamed è deceduto e se ci sono eventuali responsabilità mediche. Oggi, dunque, nessuna autopsia.

A determinare questa decisione la mossa compiuta da tre dei quattro difensori degli indagati per omicidio colposo che sono tutti medici del policlinico. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, gli avvocati Lorenzo De Martino, Beniamino Schiavone e Giulia Zani, hanno depositato una riserva di incidente probatorio, diritto dell’indagato che i legali hanno ritenuto corretto esercitare. Di qui, necessariamente, lo stop all’autopsia disposto dal pm Daniele Rosa che coordina l’inchiesta. Adesso hanno dieci giorni di tempo per chiedere l’eventuale incidente probatorio che anticipa la formazione e l’acquisizione delle prove durante l’indagine. Con relativa udienza davanti al gip e nomina dei consulenti delle parti: questo potrebbe essere lo scenario.

Morale: la salma del piccolo Mohamed resterà nella cella frigorifera a Careggi ancora a lungo prima dell’autopsia. Di qui la raccomandazione da parte della procura che venga conservata a temperatura non inferiore a 20 gradi sotto zero.

Emergono intanto particolari sui nomi iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. La rosa è stata ristretta a quattro medici, sulla base del quadro tratteggiato dalla procura in base ai documenti acquisiti. Anche se, com’è noto, il piccolo Mohamed era stato portato due volte al pronto soccorso dai genitori, assistiti dall’avvocato Daniela Marrelli. Lunedì 27 maggio l’ultimo ingresso, poi il bambino era peggiorato senza che i sanitari, che pure si sono prodigati, riuscissero a salvarlo. Nelle prime ore di mercoledì 29 maggio era morto. Moahmed era il primogenito di una coppia tunisina. Il padre ha fatto una denuncia ai carabinieri e chiede di sapere la verità. Di capire se quella morte poteva essere evitata.

Laura Valdesi