di Laura Valdesi SIENA Cessione del marchio dell’Ac Siena, prima udienza del processo per concorso in bancarotta fraudolenta che vede imputato l’ex patron bianconero Massimo Mezzaroma, l’ex presidente della Banca Mps Giuseppe Mussari, un ex alto dirigente di Rocca Salimbeni, Antonio Marino, assistito dall’avvocato Lorenzo Contrada, e due quadri tuttora in servizio, Alessandro Malfatti e Gianfranco Mariangeli, difesi rispettivamente da Max Giordano Marescalchi e Giovanni Levati. C’è stato subito il colpo di scena. Perché è scattato il rinvio per trattare le...

di Laura Valdesi

SIENA

Cessione del marchio dell’Ac Siena, prima udienza del processo per concorso in bancarotta fraudolenta che vede imputato l’ex patron bianconero Massimo Mezzaroma, l’ex presidente della Banca Mps Giuseppe Mussari, un ex alto dirigente di Rocca Salimbeni, Antonio Marino, assistito dall’avvocato Lorenzo Contrada, e due quadri tuttora in servizio, Alessandro Malfatti e Gianfranco Mariangeli, difesi rispettivamente da Max Giordano Marescalchi e Giovanni Levati. C’è stato subito il colpo di scena. Perché è scattato il rinvio per trattare le questioni preliminari: sarà ad ottobre. Una scelta del presidente del collegio Luciano Costantini per evitare che il giudice Elena Pollini, che fa parte anche del collegio che ha seguito il processo ’madre’ sul crac bianconero giunto ormai alle battute finali, possa essere incompatibile. E dunque si allunghino ulteriormente i tempi per la definizione.

Ad innescare la miccia è stato l’avvocato di Mezzaroma evidenziando "che siamo in presenza di un processo duplicato" poiché in quello che sta arrivando a sentenza si tratta anche dell’operazione per la cessione del marchio alla Black & White communication per 22 milioni di euro. "Siamo in presenza di una causa di improcedibilità", aggiunge l’avvocato richiamandosi alla violazione del ne bis in idem. Una persona non può insomma essere processata due volte per il medesimo reato. Un assist prezioso per gli avvocati degli altri imputati poiché, di fatto, in caso di accoglimento inciderebbe sulle posizioni dei quattro. In sostanza, se viene meno la presenza dell’imprenditore o dell’amministratore che ha effettuato la presunta bancarotta cade anche l’eventuale responsabilità delle altre posizioni che rispondono in concorso, ha osservato l’avvocato Fabio Pisillo che difende Mussari. Altri legali hanno poi rilevato la totale sovrapposizione dei fatti, chiedendo l’improcedibilità.

E’ stato a questo punto che il giudice Costantini ha proposto la sospensione, rinviando ad ottobre. Del collegio fa parte infatti la dottoressa Pollini, componente anche di quello presieduto da Ottavio Mosti che ha seguito il processo ’madre’, come detto giunto alle battute finali. "Per evitare eventuali incompatibilità del giudice Pollini – ha osservato Costantini – conseguenti alla pronuncia sulla questione preliminare sollevata dalle difese è opportuno rinviare la trattazione delle stesse ad un’altra data". Ossia ad ottobre quando il collegio potrà essere completo in quanto prenderanno servizio i mot, ossia i nuovi magistrati ordinari in tirocinio.

L’accusa a vario titolo nei confronti dei cinque imputati è quella di avere, in concorso fra loro, "cagionato per effetto di operazioni dolose il fallimento della società Ac Siena spa". Parte civile, assistita dall’avvocato Antonio Voce, è la curatela fallimentare.