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Romeo e Giulietta, 50 anni dopo. La mostra sul capolavoro di Zeffirelli

Pienza, a Palazzo Piccolomini le foto del set e i costumi

di TITTI GIULIANI FOTI
Ultimo aggiornamento il 30 luglio 2018 alle 13:45
Franco Zeffirelli sul set a Pienza con Leonard Whiting e Olivia Hussey

Pienza (Siena), 30 luglio 2018 - La storia d’amore iconica e due famiglie di Verona, Montecchi e Capuleti hanno trovato eco mondiale grazie al film Romeo e Giulietta del 1968, diretto dal Maestro Franco Zeffirelli. Una trasposizione dell’opera teatrale di Shakespeare, girata in inglese e adattata al grande schermo da Franco Brusati, Masolino D’Amico e dallo stesso Zeffirelli. Dopo cinquant’anni dal quel momento, per celebrare l’anniversario, ha preso il via a Palazzo Piccolomini a Pienza una mostra che riporta a questo anniversario di un film cult come «Romeo e Giulietta», girato nella città di Pio II, soprattutto negli interni del palazzo che nella finzione è casa Capuleti, dove i due giovani protagonisti, Giulietta e Romeo, si incontrano per la prima volta a una festa da ballo.

«What is a youth?» è il titolo della canzone che nella ricostruzione della tragedia shakespeariana voluta dal grande regista fiorentino, risuona all’interno del cortile del palazzo durante il ballo. La musica venne composta da Nino Rota, il testo italiano fu scritto da Elsa Morante. La mostra, oltre a ricordare l’anniversario dell’uscita del film, vuol porre l’attenzione su usi e costumi della casa del Rinascimento, così come risulta evidente dalla finzione cinematografica del Maestro Zeffirelli. Per girare le scene del film, il regista scelse Palazzo Piccolomini, non solo per il suo carattere monumentale, ma anche per la sua autenticità conservativa di dimora rinascimentale.

Il percorso della mostra – non solo per appassionati cinefili – parte dal cortile, costituito da un loggiato a tre arcate, e dal giardino pensile, proseguendo al piano nobile del Palazzo: sala d’ingresso, da pranzo, della musica, la camera di Pio II, infine la biblioteca. Sia le foto dei set e quelle di scena, sono state messe a disposizione dalla Fondazione Zeffirelli che è a Firenze (info: 055 281038), e sistemate esattamente nelle sale dove furono scattate, per far rivivere gli ambienti come se i personaggi del film si muovessero negli interni e li animassero ancora, offrendo al visitatore uno spaccato autentico della vita quotidiana del Rinascimento, magistralmente ricostruita dal regista. Con le foto esposti anche i costumi di scena realizzati da Danilo Donati e vincitori nel 1969 del premio Oscar, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli. Un’occasione stupenda anche per ammirare capolavori di alta sartoria cinematografica all’interno dell’ambiente per cui sono stati concepiti. Imperdibile.

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