San Gimignano (Siena), 5 aprile 2018 - Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto ciò che ha toccato. Ma soprattutto ha trasformato la fotografia, che con lui è diventa immagine simbolica e non solo pura registrazione. E' così che Man Ray, universalmente noto come artista dadaista e surrealista, è diventato uno dei più grandi fotografi del XX secolo.

Oltre cento immagini, che ci consentono di rileggere il suo lavoro innovativo quanto rivoluzionario, sono esposte dall'8 aprile fino al 7 ottobre alla galleria di Arte Moderna e Contemporanea di San San Gimignano, col titolo . Dopo aver rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp trasformandoli in “oggetti d’affezione”, Man Ray ha saputo caricare ogni soggetto che ha fotografato di senso proprio: i ritratti, gli autoritratti, i nudi, gli still life, le composizioni più complesse, ma anche la fotografia di moda, quella di pubblicità. Per non parlare delle reinvenzioni di tecniche particolari come il fotogramma, ribattezzato rayograph e sublimato surrealisticamente, e la solarizzazione, attraverso la quale ha restituito l’aura ai ritratti e ai corpi. Elio Grazioli, il curatore della mostra, spiega che “l’affezione è ciò che crea il mistero, è il sentimento segreto che resta enigmatico al di là dello svelamento simbolico, è una dimensione privata in più di cui si carica l’oggetto, fotografia compresa, e lo sguardo, che si fa ‘incantato’”. E certamente Man Ray trasforma ogni immagine in un enigma che indica come nel reale, anche il più abituale, sia nascosto un mistero.

Tutto diventa strano, inconsueto, inatteso e si carica di un senso imprevisto, un significato non riconducibile a una formula, a un messaggio, ma sospeso, straniante, che conserva la sua enigmaticità. Anche un abito, un cappello, un accessorio diventa un punto di domanda sul corpo, sul volto, sul braccio su cui è posato. La mostra testimonia, nelle sue tappe fondamentali e attraverso alcune delle opere più famose, il Man Ray fotografo, ma finalmente con un taglio particolare, solo apparentemente dato per acquisito ma in realtà sempre rimesso in discussione, ovvero quello che afferma l’equivalenza tra il fotografo artista, quello di moda, di pubblicità, di fotografia pura. Ciò che accomuna e lega in un unico gesto creativo è lo sguardo, quello che trasforma tutto in “meravigliose visioni”. Del resto lo stesso artista spiegava: “Ho tentato di cogliere le visioni che il crepuscolo o la luce troppo viva, o la loro fugacità, o la lentezza del nostro apparato oculare sottraggono ai nostri sensi. Sono rimasto sempre stupito, spesso incantato, talvolta letteralmente ‘rapito’”.

Le oltre cento immagini fotografiche sono esposte come un unico percorso unitario e disposte in ordine cronologico, per rimandare non ai generi e alle funzioni ma a quell’unico sguardo da cui nascono realmente. La mostra è promossa dai Musei Civici di San Gimignano, curata da Elio Grazioli e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Marconi.

La mostra "Man Ray. Wonderful visions" si tiene nella Galleria d’arte moderna e contemporanea in via Folgore, 11. E' aperta in questi orari: dal 1 aprile al 30 settembre dalle 10 alle 19.30, dal 1 al 7 ottobre dalle 11 alle 17.30 .

Ingresso 9 euro, ridotto 7 euro (minori dai 6 ai 17 anni, ultrasessantacinquenni, gruppi di almeno 20 persone (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito), gruppi di alunni di scuole pubbliche in visita didattica (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito). Ingresso gratuito per minori di 6 anni, residenti a San Gimignano, diversamente abili che necessitino di accompagnamento e relativi accompagnatori, guide turistiche, titolari tessere I.C.O.M.