Siena, 16 giugno 2018 -  La Robur è a un passo dal sogno. Oggi Michele Mignani e i suoi ragazzi hanno la possibilità di entrare nella storia bianconera. Nella leggenda. L’adrenalina cresce, il cuore batte a mille: l’aria che si respira è quella delle grandi attese. La voglia è quella di essere già lì, a Pescara. Tra mille emozioni, tanta felicità e un immenso orgoglio. E l’onore di portare in campo i colori della Balzana. Fischio d'inizio della finale playoff di Serie C alle 20,45, diretta su RaiSport. In palio l'ultimo posto per la B, dopo la promozione di Livorno, Padova e Lecce.

Quale lo stato d’animo della Robur a poche ore dal fischio di inizio?

«Il morale è altissimo, come tanta è la voglia di centrare un obiettivo impensabile a inizio stagione. Ci siamo regalati la possibilità di inseguire il nostro sogno. Siamo arrivati alla finale a discapito di chi credeva che ritenevano non ci dovessimo arrivare. E invece ci siamo e meritatamente. Grazie a quanto fatto in campionato, con la conquista del secondo posto, e poi ai play off. Siamo felicissimi e orgogliosi di esserci».

Cinque squalificati e tre acciaccati: eppure, sentendo anche parlare la squadra, è come se le assenze non fossero un problema…

«Questo perché siamo un gruppo di lavoro unito, in cui tutti remano dalla stessa parte e si aiutano. E’ sempre stato questo il nostro spirito. Cinque squalificati, se non un record sono comunque tanti, ma non ci possiamo fare niente. Gli infortunati mi hanno dato la loro disponibilità: valuteremo fino all’ultimo se impiegarli. Abbiamo lavorato bene in questi giorni, qualcosa di interessante la tireremo fuori. Per quelli che siamo, andremo a battagliare a Pescara».

Crede che la Robur sia la squadra favorita alla vittoria?

«Non posso saperlo. So che il Siena e il Cosenza, seppur con percorsi diversi, hanno meritato di arrivare a Pescara. Anche se nessuno avrebbe pronosticato questa finale. Ci arriviamo entrambe con tutto l’entusiasmo del mondo, partendo alla pari: in campionato abbiamo segnato gli stessi gol, noi ne abbiamo preso qualcuno meno. Sarà una gara tosta, tirata, bella o brutta non lo so. Gli episodi saranno decisivi, noi dovremo far di tutto per portarli dalla nostra parte».

In questo senso si aspetta un colpo vincente di Marotta?

«Alessandro da attaccante, ha più possibilità di far gol. Ma sinceramente non mi interessa chi segna, l’importante è segnare».

Il Cosenza?

«E’ lo specchio del suo allenatore. Bravo, esperto, che ha già vinto questo campionato. Uno che sa come parlare e come gestire certe situazioni. E’ una squadra tosta, compatta. Noi dovremo esserlo altrettanto, dovremo giocare duri, decisi, concentrati sull’obiettivo. Poi sarà quel che sarà».

I TIFOSI - Saranno 1500-2000 i tifosi bianconeri che questa sera lotteranno a fianco della Robur. I pullman in partenza dal Palasport possono contare sulla scorta della polizia. Il Cosenza sarà spinto da circa 10mila tifosi. La capienza totyale è di 20.356 posti a sedere.