Il presidente Massimo Macchi
Il presidente Massimo Macchi

Siena, 21 marzo 2019 - E adesso che succede? Dal punto di vista societario, si punta tutto sul ricorso d’urgenza per sospendere il provvedimento del giudice sportivo che ha escluso la Mens Sana dal campionato. Le speranze sono ridotte al lumicino, al di là del fatto che nel provvedimento emesso martedì scorso ci sia più di qualche difetto. Il responso ci sarà venerdì alle 14: "La Corte Sportiva di Appello esaminerà il reclamo d’urgenza della società On Sharing Mens Sana Basket 1871, avverso il provvedimento del Giudice Sportivo Nazionale n.1405 del 19 marzo 2019 di esclusione dal campionato di Serie A2, il prossimo 22 marzo alle 14 presso la sede federale", si legge nel comunicato ufficiale pubblicato dal sito della Fip.

Quante probabilità ci sono che venga accolto? Ad oggi davvero poche, anzi, praticamente nessuna. La Federazione che giudica se stessa è un film già visto, un film che ha sempre lo stesso finale. La Mens Sana rimarrà fuori dal campionato e si ripartirà da zero. Ma con chi, al timone della società? È chiaro che la famiglia Macchi non mollerà facilmente. Fino all’ultimo ha negato ogni evidenza dei fatti, continuando ad agire come se nulla fosse. Anche in qualità di dg dimissionario Filippo Macchi ha incontrato i vertici di Lega e Federazione.

Le promesse di ripristinare una situazione quanto meno decente adesso non bastano più. Nella nota di martedì sera in cui si annunciava il ricorso si parlava anche di "serietà del piano di ristrutturazione", ma come si fa a pensare ancora a una cosa del genere, già annunciata tra conferenze stampa e interviste varie chissà quante volte? Il primo febbraio scorso Massimo Macchi parlò di un intervento da quattrocentomila euro per sanare il pregresso. Di fatto, aveva fissato il prezzo per cedere la società, debiti a parte. Considerato che nell’ultimo bilancio il passivo era di 155mila euro, ma tra le poste attive c’erano anche i famosi 800mila euro di crediti esigibili, a un eventuale investitore servirebbe una cifra ampiamente superiore al milione per rilevare la società. A quanto è filtrato nelle scorse settimane, la cifra per cedere poteva essere anche un po’ più bassa rispetto a quella dichiarata, cioè attorno ai 350mila euro, ma sempre troppo alta se combinata alla catastrofica situazione debitoria.

Ma l’esclusione dal campionato adesso azzera quasi completamente il valore dell’asset. Ripartire dalla Promozione non può comportare un investimento complessivo superiore al milione di euro.

L'ASSEMBLEA - Si terrà venerdì alle 21, nella sala assemblee della Pubblica Assistenza l’assemblea straordinaria promossa dall’Associazione Iotifomenssana e aperta a tutti i tifosi biancoverdi. All’ordine del giorno l’analisi del ricorso, la situazione societaria e la valutazione dell’operato dell’Ad Massimo Dattile. "Cerchiamo di esserci tutti, soci e tifosi che hanno il biancoverde nel cuore: comunque vada siamo convinti che sia importante condividere guardandoci in faccia tutto quello che sta succedendo", si legge sulla pagina facebook di Iotifomenssana.