Il voto per il referendum
Il voto per il referendum

Ortonovo (La Spezia), 6 febbraio 2017 - Sul silo di lana. Come in uno sprint senza respiro Luni è spuntato sul rettilineo finale, quando ormai la freddezza dei numeri stava scrivendo la sentenza. Ma nei minuti conclusivi della lunga giornata del referendum si è concretizzato il progetto portato avanti da settimane da associazioni e partiti. Un consenso trasversale premiato con il quorum del 31,67 per cento sul 30 per cento previsto dalla legge per rendere valida la votazione. E da oggi Ortonovo ammaina la vecchia bandiera e sventola quella di Luni, sognando un futuro che si basi sulle antiche gesta di un popolo che ha accolto i romani e fondato la terra di Lunigiana.

Non è stato facile ma alla fine hanno detto sì 2.096 votanti e 153 sono comunque andati ai seggi per esprimere voto contrario. Qualcuno, una decina, ha persino consegnato la scheda bianca. Stranezze di un referendum che, in molti, hanno comunque definito singolare e insolito.

Persino la Regione Liguria che ha sostenuto le spese referendarie, circa 50mila euro, pur assecondando la volontà del consiglio comunale unito si era espressa in termini piuttosto ironici sul desiderio di cambiare nome.

Perr aggiungere la validità del voto doveva essere raggiunta la quota dei 2139 votanti su oltre 7mila aventi diritto. Un centinaio di presenze ha garantito il successo ma quei ritardatari hanno fatto temere il peggio. Dopo l’esito desolante della percentuale di mezzogiorno, inferiore al 7%, evidentemente si è mossa la macchina degli organizzatori che nel pomeriggio ha fatto alzare l’asticella al 27% per poi arrivare al traguardo fatidico delle 21 a superare il 31%. E oggi Luni sarà il nuovo nome del Comune, conservando però le origini delle frazioni: Isola, Dogana, Cafaggiola, Ortonovo paese, Annunziata, Luni Mare.

Un passo avanti, un riscatto di quanto non accadde due anni fa quando il nome di Luni abbinato a Castelnuovo Magra venna bocciato archiviando il tentativo di fusione. "Non è assolutamente una mia vittoria – ha commentato comunque visibilmente soddisfatto il sindaco Francesco Pietrini – ma l’espressione di una concertazione di intenti che è stata preceduta dal sostegno da parte del consiglio comunale unito. E ora si può tornare a parlare di fusione".

Ma ci sarà tempo e, soprattutto, tra qualche mese ci sarà una nuova giunta che dovrà decidere come valorizzare il nome di Luni e pensare al nuovo corso.