Lo ‘scheletro’ esistente della piscina di Santa Caterina (foto Massimo Pasquali)
Lo ‘scheletro’ esistente della piscina di Santa Caterina (foto Massimo Pasquali)

Sarzana (La Spezia), 6 febbraio 2019 - La realizzazione della piscina di Santa Caterina quasi sicuramente resterà un’incompiuta, ci vuole un autentico miracolo affinchè venga costruita e andrà in fumo quel milione e mezzo di euro messo sul piatto dal Cipe nel 2016. Le casse comunali infatti sono vuote e non è possibile reperire la  quota parte necessaria all’incirca 500mila euro per la realizzazione.   Nonostante il Cipe abbia addirittura prorogato i termini per l’affidamento della gara  al 31 dicembre 2019, anche se l’attuale amministrazione non sarebbe stata avvisata di questa scadenza. Un termine che a questo punto rappresenta un vero e proprio prolungamento di un’agonia che dura da 17 anni. Una vera e propria patata bollente quella che si è trovata nelle mani il sindaco Cristina Ponzanelli, un’eredità difficile lasciata dai suoi precedessori: Guccinelli, Caleo e Cavarra. Nonostante gli sforzi fatti dal sindaco Ponzanelli e  dall’assessore Barbara Campi che in questi mesi hanno seguito con grande attenzione  la pratica, la soluzione, anche a giudizio degli uffici comunali, diventa  una missione impossibile.

La vicenda della piscina pubblica di Santa Caterina inizia a prendere forma nel lontano 2002, quando nell’area viene presentato un ambizioso progetto di urbanizzazioe: un albergo con ristorante, un complesso residenziale, ampi parcheggi pubblici e un’area di verde attrezzato con tanto di impianto natatorio coperto. Una piscina faraonica che resta un fantasma che aleggia sulla città per quasi due decenni, per la cui realizzazione sono stati fatti solo annunci. Il costo della piscina era stimato in 3 milioni di euro, dei quali 2milioni e 300mila euro a scomputo degli oneri di urbanizzazione del realizzando complesso. I lavori sulla piscina hanno prodotto solo quello scheletro esistente. Negli ultimi 10 anni sono stati conferiti incarichi su incarichi ma con il passare del tempo lo struttura esistente si è deteriorata, la tecnologia è progredita e i capitolati invecchiati. Per la realizzazione di quel progetto sono richiesti ora 1milione e 840mila euro come deliberato a giugno del 2018 in una delle ultime giunte di Alessio Cavarra. Nel 2015 poi la giunta regionale aveva stanziato, quasi mezzo milione di euro per quella realizzazione. L’allora sindaco Cavarra aveva rinunciato in una lettera firmata unitamente al dirigente Mugnaini perchè veniva comunicato alla Regione che «i vari tentativi esperiti di gara e trattative con soggetti eventualmente interessati non hanno avuto esiti positivi». Nel 2016 arriva lo stanziamento del Cipe di un milione e mezzo di euro per far sorgere l’impianto, e sembra la svolta decisiva.Pur di non perdere anche questo finanziamente la giunta Cavarra ha tentato l’ultima mossa: una delibera del 26 aprile 2018 nella quale si ipotizza la cessione in permuta del complesso immobiliare ex macelli ad eventuale soggetto vincitore della gara. Un tentativo andato a vuoto. Quattro giorni prima delle votazioni dello scorso anno la giunta Cavarra aveva approvato l’aggiornamento del progetto definitivo. Ma mancano però sempre i soldi della quota parte a carico del comune, quindi quello «scheletro» con tutta probabilità resterà tale. A meno di un miracolo che tutta la città si augura.