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5 mag 2022

L’antico forte di Canarbino va salvato dall’abbandono e reso fruibile al pubblico

Il progetto del Comune di Arcola prevede il recupero del forte di Canarbino, fortezza di crinale di superficie di oltre 1000 metri quadrati, inserito nel sistema fortificato del Golfo della Spezia collocato su un’altura a 303 metri sul livello del mare, posizionato alle spalle dei borghi marinari di San Terenzo e Lerici, dominando il Golfo dei Poeti e contemporaneamente completamente nascosto e immerso tra 18 mila metri quadrati di vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Edificato per volontà del regno d’Italia, i lavori al forte di Canarbino si conclusero nel 1880 e fu dotato di un buon armamento di fuoco. Come tutte le costruzioni del 1800, anche il forte di Canarbino fu realizzato impiegando la pietra locale, prelevata nelle cave dello spezzino, ed utilizzata in maniere veramente egregia, realizzando particolari di tale cura ed eleganza oggi non più immaginabili. Al cessare dei conflitti la fortezza perse ogni uso militare ed è oggi sede di un poligono di tiro.

L’intervento ipotizzato dall’amministrazione comunale – da realizzare nel caso venga ’conquistato’ il finanziamento del Pnrr a seguito del bando del Ministero dell’interno – prevede di tutelare il bene storico interrompendo l’evolversi del degrado e scongiurandone un progressivo e inesorabile abbandono, valorizzare la fortezza attribuendole nuovi utilizzi nel rispetto di una tutela attiva e conferendogli nuovi usi compatibili, in un’ottica culturale, permettendone anche la fruibilità del pubblico in quanto bene tutelato fondamentale inserito in un patrimonio paesaggistico di grande valore. Patrimonio paesaggistico da mettere in connessione con le altre emergenze fortificate del golfo favorendone la messa a sistema attraverso la rete sentieristica esistente rilanciando queste infrastrutture quali parte integrante dell’offerta turistico-culturale. Il progetto prenderà il via naturalmente da tutti quegli interventi di messa in sicurezza, pulizia e riattivazione delle infrastrutture di accesso e dei sottoservizi necessari per permetterne la fruibilità.

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