Uno dei drammatici incidenti avvenuti a Ressora di Arcola

Arcola (Spezia), 26 ottobre 2018 -   È sempre ricoverata al Gaslini di Genova la ragazzina di 14 anni investita giovedì dell’altra settimana, attorno alle 7.30, sulle strisce pedonali di Ressora, mentre andava a prendere l’autobus per raggiungere la scuola, nel punto esatto in cui due anni fa perse la vita Beatrice Marigliano, colpita da un’auto che non si fermò per farla attraversare. La ragazzina non muove ancora le gambe e un braccio e i medici stanno valutando un intervento chirurgico.

L’incidente ha alimentato le polemiche dei residenti, che troppo spesso hanno assistito a investimenti di persona o a sinistri stradali in quel tratto di Aurelia. I comitati ‘Arcola che verrà’ e ‘Cittadini di Romito’, da tempo sottolineano la pericolosità della strada, tra l’altro molto usata dai mezzi pesanti. Vane le varie manifestazioni di protesta di questi due anni, oggi ritornano all’attacco: «Abbiamo sempre battagliato sulla questione della sicurezza stradale, manifestando dissenso contro l’amministrazione comunale che, dopo aver preparato una ordinanza di chiusura al traffico pesante della statale 1, l’ha lasciata in un cassetto». I due comitati commentano anche le dichiarazioni rese dal comandante della polizia locale a “La Nazione”: «Dice che la strada è sotto controllo e che i vigili stanno cercando di limitare il traffico pesante e di controllare la velocità. Suvvia, di cosa sta parlando? Siamo consapevoli che la strada è statale ma la colpa è sempre e solo degli altri. Intanto gli scempi continuano».

All'attacco anche il comitato di zona 1: «Domenica abbiamo letto su La Nazione le parole del comandante della polizia locale "stiamo cercando di limitare il traffico pesante e di controllare la velocità". Vogliamo sapere quante volte la polizia locale ha stazionato nella tratta, specie a Ressora, teatro di molti incidenti, nel periodo estivo, vale a dire dalla chiusura all’apertura del nuovo anno scolastico. I cittadini lamentano l’assenza del controllo della velocità e della presenza fisica della polizia municipale, anche per i controlli di routine».

Laura Provitina