Gioco d'azzardo (foto repertorio)
Gioco d'azzardo (foto repertorio)

Sarzana, 13 maggio 2018 - Molti hanno partecipato ieri all’iniziativa dell’Asl, cui ha aderito l’amministrazione comunale, in piazza Garibaldi per arginare quello che medici e psicologi chiamano ‘disturbo da gioco d’azzardo’ rifiutando il termine ludopatia. In un banchetto davanti al teatro Impavidi volontari distribuivano opuscoli, parlavano con chi si avvicinava, davano consigli. Intanto in piazza si esibivano i ballerini dell’Ecole di via Posta Vecchia, musicisti e funzionava un buffet. Una manifestazione volutamente ‘leggera’ proprio per richiamare il maggior numero di persone: pochi discorsi, cartelli e locandine per spiegare le ragioni dell’insolita festa.

«L’obiettivo che vogliamo rggiungere – ha ricordato il dottor Alfredo Casini del Sert che da anni combatte questa grave patologia – è quello di fare uscire uscire allo scoperto chi è contagiato da questo terribile morbo. Troppo pochi si rivolgono alle strutture pubbliche». Sarzana come ricordava la psicologa Eleonora Quadrelli, collaboratrice esterna dello staff, è colpita dalla mania del gioco d’azzardo. La spesa pro-capite annua che va in macchinette e ‘gratta e vinci’ è di 2.100 euro all’anno. Un’enormità.

Fra i partecipanti alla festa c’erano anche alcuni pazienti in cura al Sert. Come una settantenne che ha gettato al vento tutti i suoi risparmi ed ora, vista la misera pensione, deve andare a fare le pulizie a 5 euro l’ ora. Un cinquantenne sarzanese con uno stipendio di 1.400 euro il mese ma è ridotto all’osso visto che, divorato dal gioco, è ricorso a prestiti da tre finanziarie. «Ma loro possono ancora salvarsi – ha affermato il dottor Casini – hanno detto basta e si sono rivolti a noi che faremo di tutto per tirarli fuori. Purtroppo però c’è un grande numero di persone che continua a soffrire e non si rivolge a nessuno. Soprattutto le donne. Proprio questo è lo scopo della manifestazione che abbiamo organizzato. Hanno tutti  la possibilità di uscire da questo tunnel che rovina la loro vita e i loro affetti. Basta facciano una telefonata al nostro numero: 0187/604496«. «Noi continueremo con questo tipo di iniziative – ha detto l’assessore ai servizi sociali Daniele Castagna – vogliamo arginare questo fenomeno. Continueremo con l’Asl a fare informazione dei rischi che corrono e dei centri dove possono curarsi».

Carlo Galazzo