Marinella (La Spezia), 30 giugno 2018 -  Non esisterebbe alcuna autorizzazione per la gestione di quei 22mila metri quadrati di spiaggia di Marinella corrispondenti all’area che va dallo Sport & Natura allo stabilimento balneare Roma. La vecchia amministrazione non ha infatti mai firmato l’autorizzazione per installare i chioschi, neppure in via provvisoria come avvenuto negli anni precedenti. E ieri mattina attorno alle 10 sono scattati i controlli da parte dei militari della guardia di finanza della compagnia di Sarzana, accompagnati dalla polizia provinciale e municipale e dal personale dell’ufficio tecnico del Comune. In quel tratto di spiaggia operano i bagni Maestrale, Grecale e Capannina, con strutture per la somministrazione di bevande e alimenti. Si tratta di un’indagine che gli investigatori avrebbero avviato su disposizione della Procura della Spezia che vuole vederci chiaro sull’intera vicenda. 

Da parte del dirigente dell’ufficio comunale viene fatto presente di aver firmato lo scorso 12 giugno la convenzione con Andrea Carlini, presidente del consorzio balneatori, attraverso la quale viene regolata e concessa la pulizia della spiaggia e il servizio di salvamento, però non quella relativa ai chioschi del retrospiaggia, di proprietà di Marinella Spa. Per quale motivo? Non ci sarebbero stati, sempre secondo il Comune, i necessari requisiti urbanistici e richiesti dall’Asl. Di conseguenza il Comune già l’altro ieri aveva avviato il procedimento di sospensione delle attività, dando dieci giorni di tempo  ai gestori per mettersi in regola. Nel frattempo, è scattata però l’indagine. Sugli aspetti giudiziari della vicenda non trapelano dettagli.

In ogni caso, secondo quanto è stato accertato, lo schema di convenzione varato ai tempi della vecchia amministrazione fa riferimento al piano spiagge approvato tre anni fa e che prevedeva la realizzazione, lungo il litorale di competenza, di chioschi e strutture per i servizi turistici; inoltre, richiama la mancata approvazione del Pud per arrivare quindi alla necessità di affidarsi al Consorsio Riviera di Luni, disponibile a garantire i servizi dela spiaggia libera, a patto che il Comune consentisse di installare i chioschi nella retrostante proprietà di Marinella Spa, almeno per tre mesi. La pratica urbanistica non è andata in porto quindi non c’è stata la firma della convenzione. Una situazione molto inguarbugliata che potrebbe avere ripercussioni anche sulle passate gestioni, visto che da parte di Confcommercio è stato chiesto già da tempo per quale motivo si sia proceduto all’affidamento diretto di quella parte di spiaggia e non ad una regolare gara d’appalto. «Sono davvero addolorato – afferma Alessio Giovannelli, storico gestore del bagno Tramontana –: ho vissuto in questo tratto di arenile dal giugno 1968 ad oggi ed è con grande rammarico che assisto ad una situazione del genere. Spiace veramente a chi è stato fra l’altro presidente del consorzio spiagge libere di Marinella arrivare a questo punto».