La legna che si deposita sulle spiagge (foto d’archivio)
La legna che si deposita sulle spiagge (foto d’archivio)

Ameglia (La Spezia), 10 marzo 2019 – I soliti ignoti avevano dato alle fiamme i cumuli di legna che il Comune di Ameglia aveva da poco fatto raccogliere da una ditta privata e accatastare in un’area di spiaggia libera in attesa di rimuoverli successivamente. E adesso l’ente amegliese deve affidarsi a un legale per far seguire tutte le procedure essendo le aree interessate al rogo poste sotto sequestro. La stagione delle mareggiate era appena iniziata in autunno e l’ente aveva deciso di effettuare una primaria pulizia del litorale per evitare una sovraccarico di materiale ligneo e plastica che per poterlo rimuovere in primavera avrebbe pesantemente influito nelle casse comunali. Ma l’operazione eseguita come stabilito dalla ditta specializzata di Marzio Cargiolli non aveva tenuto conto dei vandali che nella notte hanno appiccato il fuoco alle cataste di legno. Una operazione in quel momento non ancora consentita dalle ordinanze che, proprio per agevolare le operazioni di smaltimento del legname, vengono emesse quasi in contemporanea dai sindaci dei Comuni di Sarzana e Ameglia avendo il solito obiettivo sul litorale.

Questa volta invece erano intervenuti i carabinieri del corpo forestale che hanno immediatamente posto sotto sequestro i cumuli incendiati nella spiaggia libera che si trova tra gli stabilimenti Tropicana e Marina nominando il geometra comunale Cinzia Masetti custode delle cose sequestrate. Il dipendente dell’ente amegliese inoltre è stato dichiarato custode anche degli accatastamenti di legname andati a fuoco, senza che nessuno sia stati individuato come responsabile, nella porzione di spiaggia affidata in concessione al Bagno Ivana perchè al momento delle operazioni di sequestro effettuate dai militari non era presente nessun rappresentante dei concessionari.

Il Comune di Ameglia ha dovuto ricorrere a un legale che si occupi della tutela dell’ente nella fase delle indagini preliminari, dello studio della controversia e dell’istanza di dissequesto. Non avendo una figura professionale all’interno della pianta organica si è così proceduto alla selezione casuale, per il principio di trasparenza, dell’avvocato attingendo all’elenco dei professionisti predisposto e la scelta è caduta su Chiara Galeotti del foro di Massa imputando a bilancio come voce di spesa la somma di 1750 euro.

m.m.