Eugenio Giani con Stefania Saccardi, consigliera regionale Italia Viva (New Press Photo)
Eugenio Giani con Stefania Saccardi, consigliera regionale Italia Viva (New Press Photo)

Firenze, 20 ottobre 2020 - Si riparte. Un'altra giornata di trattative perché la partita della giunta regionale toscana è ai tempi supplementari. Ieri il neo presidente Eugenio Giani ha presentato sette assessori e senza assegnare loro le deleghe. Manca un nome e gli assessorati a cui si dovranno dedicare gli otto componenti della giunta. Domani nuovo appuntamento con la seduta di fiducia al consiglio regionale. 

I protagonisti sono il governatore stesso, Italia Viva di Renzi e il Pd. Volontà comune è di far entrare Iv nella squadra di governo. Il punto resta uno e uno solo: ma come? Alla fine l'intesa è destinata a trovarsi anche perché l'elezione di Stefano Scaramelli (Iv) come vicepresidente del consiglio regionale è stato un segnale chiaro.

Italia Viva

Il partito di Renzi ha un nome da mettere in campo e da lì non si sposta: Alessandro Cosimi, ex sindaco di Livorno, medico, già membro del Consiglio superiore di Sanità. Due le strade praticabili per Iv: o Cosimi avrà la delega alla Sanità o quella all'Urbanistica e Infrastrutture e allora Iv chiede anche la vicepresidenza della giunta. Guida la trattativa Nicola Danti, europarlamentare e braccio destro di Renzi. "E' da un mese che facciamo queste proposte - sottolinea Danti - non si dia a noi la colpa dell'impasse. Il Pd è balcanizzato, ognuno corre per la propria corrente, è colpa dei dem se siamo in questo vicolo".

Partito democratico

Il Pd rimanda la palla al presidente Giani anche per irrobustirgli le spalle: "E' lui che deve decidere, la squadra è sua e con quella dovrà governare per cinque anni", sintetizza Lorenzo Becattini, coordinatore della segreteria dem toscana. Certo che al Pd andava meglio che il nome fosse quello di Stefania Saccardi invece di Cosimi. L'ex assessore alla Salute era stata prescelta anche da Giani, ma lei si è sfilata decisamente.   

Le donne del centrosinistra

Poche donne nelle stanze dei bottoni (tre assessori, Nardini, Monni, Spinelli). Il Coordinamento delle donne democratiche toscane critica fortemente le scelte del governatore e chiede un incontro urgente: "Dispiace che sia proprio la Toscana a lanciare un messaggio fortemente maschilista e dispiace ancor di più che il Partito Democratico non abbia avuto la forza di evitare un simile scenario. Perché, è inutile negarlo, quello che abbiamo è un problema di natura politica prima che culturale. Il Pd Toscana non si è dimostrato all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Per questo, come donne e come democratiche ci sentiamo in dovere di aprire un dibattito politico in maniera forte e per i politicanti di lungo corso probabilmente scomposta e inappropriata in un momento così complesso per gli equilibri della futura giunta Giani. Ma se c’è una cosa di cui siamo certe è il fatto che questo non è più il tempo di essere moderate. Davanti ad una netta presa di posizione come quella presentata nella prima seduta del consiglio regionale non possiamo che rispondere con una sonora bocciatura che arriva a viso aperto, senza dietrologie di sorta. Perché quello della parità di genere non è un tema riservato alle segrete stanze del potere ma fondamentale per la nostra crescita collettiva". 

Il centrodestra 

Va all'attacco il senatore  di Forza Italia e commissario azzurro in Toscana Massimo Mallegni:  “Giunta regionale al palo? Ovviamente finché c'è di mezzo Renzi ogni cosa si basa sul ricatto, il sotterfugio e la necessità di portarsi a casa qualcosa. Nasce così la prospettiva della politica renziana: dal giorno in cui fu pronunciata la famosa frase "stai sereno Enrico" alla nascita del nuovo gruppo in Senato e alla Camera, al ricatto al Pd, alla nascita del Governo Conte bis e al ricatto politico continuativo all'interno della maggioranza. Oggi anche in Toscana si replica, seppur assolutamente non determinante, grazie anche al risultato che Forza Italia ha ottenuto in Toscana, Renzi e le sue truppette continuano nel solito metodo ricattatorio nei confronti non del presidente ma dei cittadini della Toscana, bloccando di fatto la nascita della nuova giunta. A questo punto mi viene da dire: caro presidente Giani non abbocchi, li tenga fuori, sarebbe ora che imparassero la lezione”.