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Cessione del Prato, spunta un altro nome: in pista l’imprenditore Becagli

Il figlio dell’inventore del pile pronto a presentare un’offerta

Ultimo aggiornamento il 8 luglio 2018 alle 08:23
Tommaso Becagli, presidente della Florentia calcio femminile, nei mesi scorsi ha stretto un accordo per lo stadio di Sesto

Prato, 8 luglio 2018 - Quasi al fotofinish spunta un pratese che vuole acquistare il Prato. Tommaso Becagli, uno dei figli di Mario, noto imprenditore pratese scomparso lo scorso agosto, ma da sempre conosciuto in città come uno degli industriali più creativi e poliedrici del distretto e anche per aver inventato il pile, sembra pronto a formalizzare un’offerta da sottoporre a Toccafondi nei prossimi giorni.

Attenzione, dunque, al possibile sorpasso tutto laniero sulla cordata italo-inglese, che ancora sta cercando di mettere insieme i documenti necessari per arrivare a formalizzare un primo gentleman agreement con "Paolino" e poi passare alla firma dal notaio. Tommaso Becagli è attualmente il presidente della Florentia, la squadra di serie A femminile di Firenze, e avrebbe intenzione di rilevare il pacchetto azionario biancazzurro per poi lanciare nella nostra città una formazione di calcio «in rosa», trasformando la Florentia in Ac Prato femminile e facendola giocare nella massima serie: formazione da affiancare, ovviamente, a quella maschile, ripartendo però in questo caso molto probabilmente dalla serie D, ma con ambizioni importanti.

Il sindaco, che nei giorni scorsi ha avuto un colloquio con Becagli, mantiene il più stretto riserbo, visto che la trattativa sta entrando in un momento delicato e cruciale. Se alcuni dubbi erano sorti sulla solidità economica e sull’affidabilità della cordata italo-inglese legata alla Fondazione Eud International, in questo caso, invece non ce ne sarebbe alcuno sulla validità di una famiglia che, negli anni, oltre al tessile, è stata una delle prime a diversificare con successo in molteplici settori. Ne sono esempi la catena dei Corolla Hotels, creata da Mario Becagli, ma anche il gioiello pistoiese ancora portato avanti dai figli e costituito dalla Fattoria di Casalbosco, nel settore agricolo e della produzione di olio e vini pregiati. Attenzione, però, a dare per morta anche la pista legata alla cordata italo-canadese, che sembra stia valutando la situazione, senza però aver abbandonato l’idea di poter convincere Toccafondi 
L. M. 

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