Paolo Toccafondi

Prato, 9 luglio 2018 - La cessione del Prato è una partita a scacchi fatta di riflessioni lunghe, parole soppesatissime, bocche cucite. E di mosse fulminee. Come quella avvenuta nella tarda serata di ieri che ha riportato all’improvviso alla ribalta il sodalizio italo-canadese – diretto dall’ avvocato Joseph L. Romano – ora veramente a un passo dal mettere le mani sulla società biancazzurra. Già nella giornata di oggi l’affare potrebbe andare in porto. Un colpo di scena inatteso, specialmente alla luce dello strappo consumatosi nelle scorse settimane tra la cordata e il patron del Prato, Paolo Toccafondi.

Strappo dovuto, sembra, alla questione legata all’eventuale ripescaggio in serie C dei lanieri. I canadesi, infatti, chiedevano (e forse chiedono ancora negli ultimi dettagli da limare) che a pagare il ripescaggio fosse l’attuale proprietà, la quale però ha sempre sottolineato di non voler finanziare più in alcun modo il Prato in caso di cessione.

Non è chiaro se, su questo aspetto, si sia trovato alla fine un punto d’incontro last minute, o se la questione debba ancora essere affrontata da capo. Ciò che è certo è che la cordata di Romano, con un colpo di reni, è tornata a un passo dalla chiusura di un affare che sembrava ormai sfumato.

E dire che, fino a ieri pomeriggio, la nuda cronaca riportava solo l’ennesimo passo falso verso la fine del travaglio biancazzurro (e il tempo, viste le scadenze, non può più permettersi di essere galantuomo): l’incontro fissato per ieri mattina tra la Fondazione Eud International degli «italo-inglesi» e il presidente Paolo Toccafondi, sbandierato dagli intermediari pratesi come l’appuntamento buono per la firma del preliminare (poi ‘declassato’ dai vertici biancazzurri come semplice «gentleman agreement») era infatti saltato e, all’orizzonte, si profilava un nuovo stallo. Tanto più che, in serata, era perfino arrivata una nota - dai toni durissimi – della stessa Fondazione che, con «amarezza», comunicava di «ritirare la propria offerta». Il motivo? Dalla Eud facevano sapere di essere «disturbati e disgusati» dalle voci sul loro conto.

«Il nostro era solo l’inizio di un progetto per un investimento di interesse comunitario per la città. – si legge nella nota – Volevamo anche realizzare un centro sportivo terapeutico per i ragazzi». Tutto saltato perché «contrastati fino alla fine». Resta, almeno sulla carta, in piedi la terza via. Una terza via che porta il nome di Tommaso Becagli, uno dei figli di Mario, l’imprenditore pratese inventore del pile, scomparso lo scorso agosto. Il giovane imprenditore, al fotofinish, si è infatti palesato dicendosi pronto a formalizzare un’offerta da sottoporre a Toccafondi. Un nome spuntato all’ultimo momento, anche se le prime mosse di Beacagli sarebbero già avvenute nei giorni scorsi tramite un colloquio con il sindaco Matteo Biffoni, ‘filtro’ di tutte le trattative finora messe sul tavolo per la cessione del Prato. Ma il ‘sorpasso’ da parte dell’imprenditore che ‘mastica’ pallone da un pezzo (è il presidente della Florentia, la squadra di serie A femminile di Firenze) forse è stato tentato troppo tardi. Nome e credenziali erano di spessore, ma la tempistica non sembra aver giocato a favore di Becagli.