Prato, 3 febbraio 2015 - Un record: ha vinto le “eliminatorie” del Festival per quattro anni di fila, senza mai riuscire a salire sul palco dell’Ariston. Questa volta Amara, nome d’arte della trentenne pratese Erika Mineo, festeggia il quinto successo ad Area Sanremo con la selezione tra le nuove proposte. Insieme al livornese Enrico Nigiotti sarà l’unica toscana nella categoria in un Festival (10-14 febbraio) ad alta densità “granducale” da Carlo Conti a Giovanni Veronesi nella giuria di qualità, fino ai big in gara (Masini, Irene Grandi, Biggio dei «Soliti idioti»).

Amara, pronta per il debutto?

Ho smesso di dire “pronta”, anche perché quando dicevo che lo ero... in realtà mentivo. Diciamo che sono contenta. Ho fatto la prima prova all’Ariston, un’emozione incredibile. Avevo deciso di non entrarci se non da cantante del Festival.

Perché le altre quattro volte non è entrata nel gruppo dei finalisti dopo il successo ad Area Sanremo?

La musica è alchimia e forse non c’era tra me e la direzione artistica: ognuno fa il festival a sua immagine... E forse mancava qualcosa in me.

Per questo ha preso non uno, ma ben due anni di pausa?

Era diventata un’ossessione: qualifiche su qualifiche senza riuscire a far fluire correttamente l’energia come doveva essere. Ho cambiato approccio alla musica, ho imparato a suonare il piano. Mi sono data la colpa e ho compiuto un’evoluzione artistica.

E’ cambiato anche il nome.  Perché “Amara”?

Amara è... così com’è, senza trucchi, senza ingredienti aggiunti.

A Sanremo porterà «Credo», scritto insieme a suo cugino Salvatore Mineo.

Sì, lavoriamo insieme da sempre. “Credo” è una preghiera d’amore. Forse non mi sono mai raccontata così nel profondo come stavolta.

Sanremo è una grande vetrina, ma anche una gara: partecipa per vincere?

Io, per natura, non sono molto competitiva. Non devo dimostrare più di quello che sono. Voglio far vedere chi è Amara.

Conosceva già Nigiotti, l’altro toscano in gara?

No, l’ho conosciuto in Rai. Porta un bel pezzo, mi sembra un bel tipo: molto vivo.