Prato, 6 febbraio 2018 - E’ la settimana di Sanremo, ma nell’edizione 2018 del festival il successo dei talenti made in Prato dello scorso anno non potrà ripetersi. Nel 2017 tra i giovani spiccava la presenza del cantautore Francesco Guasti, tra gli autori Erika Mineo in arte Amara per Fiorella Mannoia (secondo posto con «Che sia benedetta») e Riccardo Onori per Samuel (decimo posto con «Vedrai»). Questa nuova attesissima edizione vede soltanto la presenza di Giovanni Caccamo in gara con «Eterno» (già primo tra i giovani nel 2015 e terzo nei big nel 2016). Siciliano di nascita, Caccamo ha vissuto in città per frequentare i corsi della scuola Arteinscena del Politeama Pratese. E poi Walter Santillo in qualità di autore della striscia quotidiana «Prima Festival» in onda su Rai Uno dopo il Tg. Pochi minuti per raccontare la kermesse canora, presentati da Sergio Assisi.

In realtà i musicisti pratesi non sono mai mancati a partire dal primo festival del 1951. A vincere quell’anno, proprio un brano scritto dal maestro pratese Saverio Seracini, «Grazie dei fiori», interpretato dalla «regina» Nilla Pizzi. Seracini tornerà in riviera con altre celebri canzoni (secondo posto nel 1958 con «L’edera» sempre cantata dalla Pizzi). La lista delle presenze pratesi è lunghissima. Impossibile ricordarle tutte. In ordine cronologico: 1962, con «Inventiamo la vita», debutta Rocco Montana, nome d’arte di Lino Bartolini, fratello del tenore Lando Bartolini. 1969: in riviera arriva Sonia Natali, ex componente del gruppo Sonia e le sue sorelle, con il brano «Non c’è che lui», che però non arriverà in finale. 1979: ecco gli Ayx con il brano «Ayx disco». Tra i componenti, Riccardo Galardini che tornerà spesso a Sanremo come direttore d’orchestra, e la rockstar Gloria Nuti che parteciperà più volte al festival. Dieci anni dopo come nuova proposta con il brano «Bastardo», quindici anni dopo come autrice del «Mare calmo della sera», che imporrà un debuttante Andrea Bocelli. Tra i direttori d’orchestra più assidui anche Franco Godi, autore di tante celebri sigle tv come «Verissimo» e «Unomattina». Nel 2010 è l’attore cantante Marco Cocci a rappresentare Prato. Sarà in duetto con Irene Grandi per eseguire «La cometa di Halley».

Capitolo a parte per gli attori pratesi che di certo hanno lasciato una traccia nella storia del festival. Come non ricordare la conduzione «sgangherata» di Roberto Benigni nel 1980? L’interminabile bacio alla partner Olimpia Carlisi, il celebre «Woytilaccio» che creò scandalo e indignazione. Partecipazione in gara per Francesco Nuti nel 1988 con il brano scritto dal cugino Riccardo Mariotti, «Sarà per te». Un «evergreen» riproposto anche da Mina nell’album «Uillallà» e da Marco Masini sempre a Sanremo nel 2015. Giorgio Panariello, conduttore e direttore artistico nell’edizione 2016 e spesso ospite (insieme a Conti e Pieraccioni), il regista Giovanni Veronesi, chiamato nella giuria di qualità e persino il pallanuotista Stefano Tempesti, ospite nel 2013. Senza dimenticare tutti gli album sanremesi registrati in città, nello studio di Andrea Benassai. Sanremo è sempre Sanremo, anche grazie ai professionisti pratesi.