Prato, 4 settembre 2018 - La “squadra”dei cineasti pratesi al festival di Venezia, si arricchisce della presenza del produttore Emanuele Nespeca. Dopo i cortometraggi presentati da Emanuela Mascherini e Tommaso Santi è la volta di Nespeca, al lido addirittura con due film. Si comincia il 5 settembre con la presentazione di “Arrivederci Saigon”, documentario diretto dalla brava regista Wilma Labate, autrice con ottimi film nel suo curriculum (sfiorò l’oscar con “La mia generazione”, raccontò il mondo della Fiat con “La signorina Effe”).

Stavolta Labate, chiamata al festival nella nuova sezione non competitiva “Sconfini”, racconta di una giovanissima band italiana, le Stars, spedita inaspettatamente in Vietnam dalla provincia toscana, a suonare nella base militare americana. Sembra una storia impossibile nata dalla fantasia degli sceneggiatori di cinema. Ed invece successe davvero nel 1968. Ma in quegli anni turbolenti ogni sogno sembrava possibile. Cinque ragazzine giovanissime con la voglia di successo, con il desiderio di andarsene dalle campagne toscane, cinque ragazzine cresciute tra le colline del Chianti, le acciaierie di Piombino, il porto di Livorno, le fabbriche della Piaggio a Pontedera, si ritroveranno in tournèe in estremo oriente; Manila, Hong Kong, Singapore. Armate di strumenti e voglia di cantare, partiranno sognando il successo, ritrovandosi in piena guerra del Vietnam. Nel documentario prodotto da Emanuele Nespeca con la sua Solaria Film e diretto da Wilma Labate, ritroveremo quelle ragazzine toscane, dopo cinquant’anni, a raccontare la loro avventura vissuta per tre mesi nelle basi militari sperdute nella giungla, tra i soldati americani e la musica soul. Le “Stars” sono: Viviana Tacchella, Rossella Canaccini, Daniela Santerini, Franca Deni. “Arrivederci Saigon”arriverà presto sugli schermi italiani e, speriamo, anche a Prato. La direzione della fotografia è di Daniele Ciprì.

L’altro film a Venezia che vede coinvolto Emanuele Nespeca in qualità di co-produttore, è “Il banchiere anarchico”, scritto, diretto ed interpretato da Giulio Base, cineasta che non ha disdegnato neanche la partecipazione a “L’isola del famosi” 2017. Tratto dal romanzo “O banqueiro anarquista” del grande poeta scrittore portoghese Fernando Pessoa, il film racconta di una cena di compleanno festeggiata nel suo palazzo blindato, da un uomo potente e ricchissimo. Al tavolo, un solo commensale, forse un unico amico desideroso di conoscere i dettagli di una incredibile scalata sociale, di una irresistibile ascesa verso la ricchezza. L’uomo stordirà l’ospite con una colta e sofisticata esposizione intrisa di idee incendiarie contro la borghesia. Due film “impegnati”, per Nespeca. A conferma del suo impegno nel mondo del cinema, almeno da vent’anni.