Prato, 16 giugno 2018 - E' stato un bagno di folla, come previsto, e non poteva essere altrimenti visto che l'ospite del Toscana Filmmakers Festival era uno degli uomini di cinema più amati dal pubblico italiano: Carlo Verdone.

Intervistato dal giornalista Federico Berti, Verdone ha concluso una lunga giornata pratese in uno spazio magico come il Castello dell'Imperatore. Troppo piccolo per tutti quelli che avrebbero voluto partecipare, infatti molte persone sono rimaste fuori, anche se a incontro iniziato i portoni si sono aperti anche per loro. E' stata una bella serata, con Verdone che in precedenza aveva ricevuto i sigilli della città dal sindaco Biffoni e aveva incontrato brevemente il pubblico al Bacchino in piazza delle Carceri.

Il clou è stato però la serata al Castello. Per oltre un'ora e mezza l'attore e regista ha parlato a ruota libera della sua carriera. Ha commentato alcuni spezzoni proiettati sul grande schermo (da "Viaggi di nozze", "C'era un cinese in coma" e "Al lupo al lupo") particolarmente legati alla Toscana, specialmente a Firenze e Siena, quest'ultima città natale di suo padre Mario. Ma a scatenare le risate del pubblico sono stati i racconti, e su questo Verdone è un intarttenitore incredibile, legati alla nascita di alcune icone del suo cinema. Dal bambino che abitava nello stesso palazzo, che insieme al padre era un mago del presepe, uno dei primi ad aver ispirato un giovanissimo Verdone a mettere alla prova le sue capacità di inventare verev e proprie maschere teatrali, all'incontro con la Sora Lella al bar Mariani, che per Verdone è stato una fucina di ispirazione.

Regista per passione, ma non senza difficoltà agli inizi, attore perché non poteva essere altrimenti, con la sua capacità congenita di individuare tic e caratteristiche di un volto, un corpo o una voce e di trasformarli in personaggi immortali della commedia italiana, campione di incassi al botteghino, celebrato dai fan che sanno a memoria decine di suoi sketch. Verdone ha raccontato tutto, ha ricordato il suo legame con Prato - ha citato Giovanni Veronesi ma soprattutto il grande sceneggiatore Piero De Bernardi, nato in piazza del Comune e autore in coppia con Leo Benvenuti dei più grandi film della commedia all'italiana - e con la Toscana del padre senese, non senza un'imitazione di Vittorio Cecchi Gori che ha steso il pubblico. E poiché, come ha ricordato Berti, Verdone di solito fa un film ogni due anni, c'è tanta attesa per sapere a cosa stia lavorando. Lui, anche se la trattativa con De Laurentiis è in corso e di certo è molto serrata, garantisce che le idee ci sono già...

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IL FESTIVAL - Verdone, insieme a Ugo Chiti, è stato l'ospite d'onore della quarta edizione del Toscana Filmmakers Festival organizzato da cinemaitaliano.info in collaborazione con l'assessorato alla Cultura e l'assessorato alla Semplificazione e alle Politiche Economiche e per il Lavoro del Comune di Prato. Alla direzione artistica Francesco Ciampi e Simone Pinchiorri, il giornalista Federico Berti, storico collaboratore della Nazione, è stato il conduttore conduttore delle serate. In giuria il regista Francesco Bruni, presidente della giuria, Emanuela Mascherini, Francesco Fei, Duccio Chiarini. 

Questa la lista dei vincitori:

Contest "Artigiani Digitali" Premio Miglior Film "Save" di Davide Calvaresi

Menzione Speciale della Giuria "Ferruccio. Storia di un Robottino" di Stefano De Felici

Concorso "Corto Toscana" Premio Migliore Cortometraggio "Storia di una Vita Sospesa" di Jacopo Payar

Menzione Speciale della Giuria "Il Carrello" di Marzio Valdambrini

Concorso "Doc Toscana" Premio Migliore Documentario "Punishment Island" di Laura Cini

Premio del Pubblico Miglior Cortometraggio "Satyagraha" di Simona de Simone

Premio del Pubblico Miglior Documentario "Chinese or Italian?" di Teresa Paoli

Le foto delle premiazioni:

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