Giorgio Silli
Giorgio Silli

Prato, 8 gennaio 2018 - Nelle ore in cui il vertice di Arcore ufficializzava una coalizione a quattro per il centrodestra con Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e quarto polo stretti in un’unica alleanza, la candidatura di Giorgio Silli nel collegio uninominale della Camera prendeva sempre più corpo fino a diventare praticamente sicura. A meno di colpi di scena che al momento non sembrano possibili, sarà proprio il responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia a contendere al centrosinistra, nelle elezioni di marzo, il seggio pratese.

Già, ma chi dovrà sfidare Silli? E’ questa la vera domanda, ancora senza risposta. Perché mentre ieri succedevano tutte queste cose, altre indiscrezioni sempre più insistenti, provenienti dal campo del Partito Democratico davano ancora incerta la candidatura del segretario provinciale Pd Gabriele Bosi, a fronte di un posto invece sicuro per Antonello Giacomelli nel listino proporzionale. Un nome, quello di Bosi, che nei giorni scorsi sembrava piuttosto solido per l’insistenza con la quale l’area orfiniana del partito lo sta sostenendo, ma che con il passare delle ore ha iniziato a vacillare di fronte alla possibilità, meditata dai renziani, di valutare una candidatura alternativa: quella di Nicola Ciolini, ma anche quella (a questo punto da non scartare) di un nome nazionale mandato a Prato dai vertici del partito per provare a blindare un seggio che nel frattempo dà l’impressione di essere diventato contendibile dal centrodestra. Lo crede fortemente lo stesso Silli, che non per niente ieri è tornato ad attaccare il Pd con toni duri su aeroporto, giustizia, sanità.

«Affacciatevi alla finestra: la resa è sotto gli occhi di tutti, il Pd non è in grado di difendere Prato», è andato all’attacco Silli rivolgendosi agli elettori. «Lo dimostrano gli atteggiamenti a dir poco ambigui dell’amministrazione comunale sulla costruzione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, la totale mancanza di peso della loro azione sui punti nevralgici della nostra sofferenza su tribunale e carcere, dunque sulla prima preoccupazione dei pratesi: la sicurezza. Dopo tanti proclami questa città è oggi meno sicura. Nelle ripartizioni del ministero della Giustizia sono toccati al tribunale tre nuovi lavoratori: il numero più basso di tutta la Toscana nel palazzo di giustizia con le esigenze più grandi, come dicono i numeri. Il Pd non è stato in grado di difendere Prato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta affacciarsi alla finestra».