La stilista californiana Patricia con la ‘viaggiatrice’ Anna Luciani al Museo del Tessuto

Prato, 7 novembre 2018 - Una realtà complessa, articolata, difficile da decifrare com’è inevitabile per una città a fortissima vocazione multietnica, cresciuta nei secoli con la marcia del tessile costantemente ingranata in quinta e poi, costretta, dai tempi e dalle contingenze, a cambiare rapidamente ritmi, volto e attori. Ma Prato è anche un piccolo, grande laboratorio creativo, un centro accogliente, culturalmente stimolante con lo sguardo costantemente rivolto al futuro. Così almeno l’hanno percepita, o meglio assaggiata nei loro pochi giorni di permanenza, Simone Chiesa e Anna Luciani, i ‘viaggiatori’ protagonisti di «Voglio vivere in Italia» i quali hanno fatto tappa nella nostra città che protagonista del settimo episodio della trasmissione in onda su LaEffe (Sky 135) giovedì sera alle 21.10 in prima tv.

Il format contempla, appunto, un viaggio a tappe lungo lo Stivale di Anna e Simone che, a bordo del loro camper rosso e muniti di zaino e videocamera, vanno a riscoprire le città con gli occhi e l’esperienza di molti stranieri che hanno scelto di realizzare in Italia i loro progetti di vita. Al Museo del Tessuto, Anna e Simone hanno incontrato ad esempio la californiana Patricia, stilista e docente di tessitura, moda e cultura italiana in diverse università internazionali, che ha raccontato loro com’è cambiata la città negli ultimi 30 anni con l’arrivo di tante culture straniere. «Abbiamo percepito delle complessità, non lo possiamo negare – ammette Anna – ma il nostro compito non è quello di affrontarle ma di osservarle».

Un esempio? «Molte comunità si sono dimostrate aperte e solari, mentre ci siamo resi conto che dialogare con la realtà cinese non è semplice». Più facile, per Anna e Simone, scoprire altre realtà stuzzicanti. Al Centro d’Arte contemporanea Luigi Pecci, i viaggiatori hanno conoscono Britta, direttrice dell’Istituto di cultura tedesco e Presidente della SI-PO, l’associazione che diffonde la tradizione e la lingua tedesca in città. Davanti al Castello dell’Imperatore, Britta ha raccontato alla coppia le analogie che ha trovato tra tedeschi e pratesi, per la forte attitudine a ricordare il passato ma con lo sguardo sempre rivolto alla costruzione del futuro. Nella parte più underground della città, inoltre, Anna e Simone hanno incontrato la cantante di origine albanese Jona che, pur sentendosi italiana, ha scelto di cantare nella sua lingua e, con la sua musica pop, partecipa e anima anche alcuni eventi della comunità cinese. È stata proprio Jona a presentare a Simone e Anna Franco, architetto e designer, che ha raccontato come funziona la comunità cinese e come lui si sia ben integrato in una realtà cittadina caratterizzata da un fermento creativo dinamico.

«Prima di questo viaggio pensavo a Prato come ad una gigantesca periferia piena di cinesi, invece qua ho scoperto un bel centro storico e un’interessante vocazione all’avanguardia. – conclude la viaggiatrice – Da urbanista ho poi molto apprezzato la volontà di trasformare vecchie strutture industriali in nuove realtà». Un esempio su tutti? La Corte di Via Genova che, da ex lanificio, si è trasformata in un centro d’esposizione di cultura contemporanea in cui convergono arte, design, fotografia, musica e architettura. E ora non resta che aspettare domani sera e accendere la tv.