Il presidente del Consorzio, Fabrizio Pratesi Foto Attalmi
Il presidente del Consorzio, Fabrizio Pratesi Foto Attalmi
Luci e ombre sembrano connotare la vendemmia del Carmignano appena conclusa. Il clima di quest’anno particolarmente squilibrato, con gelo a fine aprile e siccità eccessiva nei mesi estivi, ha in qualche misura penalizzato la raccolta delle uve che in molte occasioni è stata anticipata per la maturazione precoce dei grappoli. Il risultato a detta degli stessi protagonisti della nostra docg dovrebbe dunque essere un vino qualitativamente buono ma scarso nelle quantità, proprio per assenza di piogge. Uno degli imputati maggiori sembra essere stato il vento caldo dell’estate che ben lontano dalle...

Luci e ombre sembrano connotare la vendemmia del Carmignano appena conclusa. Il clima di quest’anno particolarmente squilibrato, con gelo a fine aprile e siccità eccessiva nei mesi estivi, ha in qualche misura penalizzato la raccolta delle uve che in molte occasioni è stata anticipata per la maturazione precoce dei grappoli. Il risultato a detta degli stessi protagonisti della nostra docg dovrebbe dunque essere un vino qualitativamente buono ma scarso nelle quantità, proprio per assenza di piogge. Uno degli imputati maggiori sembra essere stato il vento caldo dell’estate che ben lontano dalle romantiche atmosfere cantate da Alice ha contribuito a inaridire ancora di più le vigne.

"Il vento estivo ha dato il colpo di grazia a una situazione già precaria – ha precisato il presidente del Consorzio Fabrizio Pratesi – Quindi in diversi casi ci siamo dovuti precipitare a vendemmiare in anticipo per non compromettere di più le cose. Comunque mi aspetto un buon vino, con alta concentrazione zuccherina e quindi di corpo generoso". Per Benedetta e Filippo Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana pur non essendo una vendemmia memorabile sul piano della quantità lo è senz’altro su quello dell’elevata qualità. Il 2021 ha messo di continuo il viticultore di fronte a sfide complesse. Abbiamo dovuto così affrontare, anche con momenti di sconforto, una serie di capricci climatici che hanno richiesto precisi interventi in vigna nel rispetto dell’agricoltura biologica, da tempo nostro credo. Abbiamo vendemmiato prima lo Chardonnay , terminando a ottobre con il Trebbiano e il Cabernet. La previsione è quella di un vino dai profumi intensi e bella struttura e di un vinsanto superlativo".

In casa Piaggia si respira aria di ottimismo, così Silvia Vannucci: "Non abbiamo particolarmente sofferto della situazione meteo perché l’esposizione felice delle nostre vigne non ci ha fatto subire danni quantificabili. Nel complesso siamo soddisfatti, pur registrando un minimo calo della resa. Siamo convinti di poter regalare anche quest’anno un vino all’altezza dei nostri ormai consueti standard".

Più cauto l’atteggiamento di Domenico Antonazzo del Podere Allocco: "Che dire? Un’annata da dimenticare, funestata da situazioni climatiche tutte a sfavore. Non mi aspetto granché da questa vendemmia, anche se per natura cerco di essere sempre positivo". Anche Enrico Pierazzuoli de Le Farnete non sembra esultare: "Siamo stati tutti penalizzati da un clima impazzito e non possiamo nascondere che questa vendemmia è stata l’evidente risultato di un anno infelice. Abbiamo fatto il possibile, con un delicato e duro impegno in vigna, di salvare il salvabile ma il decremento di almeno il venti per cento rispetto alle precedenti annate è indiscutibile. La qualità sarà buona, però non mi aspetto un vino superiore alle vendemmie migliori".

Grande, generale soddisfazione per quanto concerne invece l’aspetto commerciale del Carmignano che dopo il lockdown è ripartito alla grande con un fatturato al di sopra delle aspettative.

Guido Guidi Guerrera