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14 mag 2022

Via Ciulli, la fine di un incubo durato 12 anni Il sottopasso killer è stato dissequestrato

La Corte di Appello ha accolto il ricorso presentato dal Comune. Decisiva la realizzazione della cassa di espansione vicino all’ospedale

La notte della tragedia e i soccorsi alle tre donne rimaste intrappolate con l’auto nel sottopasso di via Ciulli. Sopra, il sottopassaggio chiuso
La notte della tragedia e i soccorsi alle tre donne rimaste intrappolate con l’auto nel sottopasso di via Ciulli. Sopra, il sottopassaggio chiuso
La notte della tragedia e i soccorsi alle tre donne rimaste intrappolate con l’auto nel sottopasso di via Ciulli. Sopra, il sottopassaggio chiuso

Il sottopasso di via Ciulli è stato "liberato". L’incredibile notizia – nessuno ci sperava più – è arrivata dopo 11 anni e mezzo esatti di estenuante attesa. La Corte di Appello di Firenze si è pronunciata in tempi rapidissimi (un giorno) sul ricorso presentato dal Comune di Prato che chiedeva il dissequestro dell’infrastruttura, chiusa dal giorno della tragedia delle tre donne cinesi annegate nel sottopassaggio allagato. Era la notte fra il 4 e il 5 ottobre del 2010 quando l’auto delle cinesi entrò nel sottopasso trasformato in una trappola infernale a causa dell’acqua del torrente Vella che lo aveva riempito fino all’orlo. Dal quel giorno il sottopasso killer – che unisce le frazioni di Narnali e Galciana – è rimasto off limits. "Troppo pericoloso", il rischio era che potesse riproporsi la stessa "condizione eccezionale" (la pioggia battente) di quella notte e che potesse riempirsi di nuovo di acqua e fango mietendo altre vittime. Inutili le richieste avanzate dal Comune, a partire dalla giunta Cenni: ben quattro in 11 anni. I piani di messa in sicurezza non hanno mai convinto i giudici chiamati a esprimersi sulla possibile restituzione dell’opera al Comune. Almeno fino a ieri. Decisiva è stata la relazione che l’avvocatura del Comune ha fatto preparare all’ingegner Malossi, il progettista e direttore dei lavori della cassa di espansione che è in fase di realizzazione vicino all’ospedale. Un impianto che per la zona – sempre soggetta ad allagamenti quando piove più del dovuto – è fondamentale. La cassa di espansione, realizzata con i soldi dell’Asl, di fatto, mette in sicurezza tutta l’area e i corsi d’acqua, compreso il torrente Vella che nell’ottobre del 2010 fu responsabile della tragedia delle tre donne cinesi. Il ricorso per il dissequestro è stato presentato a inizio settimana. Giovedì era fissato il processo di Appello nei ...

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