di Sara Bessi I medici pediatri hanno iniziato il conto alla rovescia. Perché dal dal 10 agosto potranno iniziare a vaccinare gli assistiti di età compresa fra i 12 e 14 anni con possibile estensione ai ragazzi di 16 anni. Il vaccino previsto per gli over 12 è Pfizer BioNtech, al quale, secondo le ultimissime novità comunicate nei giorni scorsi, si aggiungerà Moderna, come certificato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultima determina dell’Agenzia italiana del farmaco. Le vaccinazioni dei ragazzi dai 12 anni di età in su avverranno anche negli ambulatori dei pediatri di famiglia, 30 in tutto sul territorio pratese, oltre che negli hub dell’Asl. Ogni professionista conta dai 180 ai 200 adolescenti fra i propri assistiti, il che significa che la...

di Sara Bessi

I medici pediatri hanno iniziato il conto alla rovescia. Perché dal dal 10 agosto potranno iniziare a vaccinare gli assistiti di età compresa fra i 12 e 14 anni con possibile estensione ai ragazzi di 16 anni. Il vaccino previsto per gli over 12 è Pfizer BioNtech, al quale, secondo le ultimissime novità comunicate nei giorni scorsi, si aggiungerà Moderna, come certificato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultima determina dell’Agenzia italiana del farmaco. Le vaccinazioni dei ragazzi dai 12 anni di età in su avverranno anche negli ambulatori dei pediatri di famiglia, 30 in tutto sul territorio pratese, oltre che negli hub dell’Asl. Ogni professionista conta dai 180 ai 200 adolescenti fra i propri assistiti, il che significa che la platea dei possibili vaccinandi si aggira intorno alle 6000 unità.

"In queste settimane abbiamo parlato con molti genitori, che si sono voluti informare sui vaccini che saranno impiegati, sui relativi vantaggi e sui possibili effetti. Anche per gli altri vaccini non Covid che inoculiamo ai bambini c’è sempre un confronto per rispondere ai dubbi e alle perplessità dei familiari", spiega Luciana Biancalani, segretaria provinciale della Federazione medici pediatri. "Purtroppo c’è molta confusione sul fronte delle informazioni che riguardano l’immunizzazione dei giovanissimi, che talvolta sono contrastanti". Un lavoro che per i pediatri inizia con il confronto e il dialogo con i genitori, desiderosi di sapere come comportarsi per il bene dei propri figli, soprattutto in vista di settembre e della riapertura delle scuole. "Al momento contiamo già numerose prenotazioni da parte delle famiglie", prosegue Biancalani. La somministrazione del vaccino anti Covid avverrà all’interno dei nostri ambulatori. Abbiamo un’organizzazione già ben rodata in occasione delle altre vaccinazioni previste per il periodo adolescenziale, come quelle anti morbillo, parotite, rosolia e varicella, ma anche anti meningococco e anti-influenzale". Certo, stavolta gli aspetti burocratici sembrano complicare non poco il lavoro dei medici. "Il vaccino anti Covid implica delle difficoltà in più sia per quanto riguarda la sua preprazione sia per quanto riguarda la conservazione", osserva Biancalani. "Il momento della somministrazione della singola dose di per sè non richiede molto tempo. Ma questo aspetto va ad aggiungersi alla complessità del prodotto e a tutta la parte burocratica che grava su noi medici. Parte burocratica che prevede anche la firma del consenso informato, che dovrà essere rilasciato da entrambi i genitori, chiamati a firmare insieme il documento. Chi dei due non si presenterà in ambulatorio dovrà comunque inviare un’autorizzazione firmata". Dunque, i pediatri potranno partire non appena le farmacie del territorio avranno a disposizione le fiale di Pfizer e Moderna.

"Ogni settimana avremo a disposizione un numero limitato di flaconi di vaccino, una ventina in tutto, che possiamo ordinare alle farmacie del territorio", spiega ancora Biancalani. "Certo, come medici avremo un aggravio di lavoro dettato principalmente dalla revisione delle autorizzazioni. A questo si aggiungerà la fase preparatoria, che per essere espletata richiederà più tempo rispetto alle pratiche che riguardano un vaccino di altro genere". Molti adolescenti fra 15 e 16 anni avrebbero voluto avere la possibilità di vaccinarsi subito negli hub provinciali, complici anche l’estate e le vacanze alle porte da vivere senza pensieri con gli amici.

"Ad agosto inizieremo a contattare le famiglie per ricordare loro l’opportunità della vaccinazione anti Covid", conclude Biancalani. "Ci aspetta un compito non facile. Che sarà complicato ulteriormente di fronte ai cittadini cinesi e ai tanti stranieri presenti in città, ai quali andrà fatta capire l’opportunità di portare i propri figli a vaccinarsi".