di Francesco Bocchini Si temevano disordini alla manifestazione degli operai della Texprint e dei Sì Cobas in Piazza delle Carceri, organizzata per il tardo pomeriggio di ieri. Basti pensare che la zona era blindata e sorvegliata da una folta schiera di forze dell’ordine (con alcuni agenti in tenuta antisommossa), divise fra Piazza San Francesco, Piazza del Comune e la sede della Prefettura. Invece la protesta si è svolta in modo pacifico, senza particolari momenti di tensione. Poco più di un centinaio i presenti, fra i quali anche una ventina di lavoratori della Gkn e qualche simpatizzante, compresi un paio di...

di Francesco Bocchini

Si temevano disordini alla manifestazione degli operai della Texprint e dei Sì Cobas in Piazza delle Carceri, organizzata per il tardo pomeriggio di ieri. Basti pensare che la zona era blindata e sorvegliata da una folta schiera di forze dell’ordine (con alcuni agenti in tenuta antisommossa), divise fra Piazza San Francesco, Piazza del Comune e la sede della Prefettura. Invece la protesta si è svolta in modo pacifico, senza particolari momenti di tensione. Poco più di un centinaio i presenti, fra i quali anche una ventina di lavoratori della Gkn e qualche simpatizzante, compresi un paio di cittadini cinesi che reggevano cartelli con la scritta "Lavoratori di tutte le etnie unitevi" e "Dialogo subito". Quel dialogo che i manifestanti - così hanno ribadito ieri - stanno cercando da tempo con le forze politiche.

Una settimana fa lo sciopero della fame, con tanto di presidio in Piazza del Comune con tende e tavoli. Poi lo sgombero dopo tre giorni, l’arresto e il successivo rilascio di quattro operai. Insomma, lo scontro fra i lavoratori della Texprint e le istituzioni prosegue. Nel mirino soprattutto il sindaco Matteo Biffoni, definito "fascista" durante la protesta di ieri, programmata prima in Piazza del Comune, poi spostata dalle autorità all’ombra del Castello dell’Imperatore. La decisione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, presa per evitare assembramenti, ha fatto infuriare i Sì Cobas. "Non c’è bisogno di commentare. Impossibile non notare che le istituzioni hanno avuto il tempo di riunirsi in Prefettura per benedire il divieto a manifestare, dopo aver rifiutato la convocazione del tavolo interistituzionale richiesto con lo sciopero della fame dai lavoratori della Texprint. Il divieto - sottolinea il sindacalista di Sì Cobas, Luca Toscano - è politico ed è stato notificato a meno di 24 ore dalla manifestazione. Non ci stupiamo: è da venerdì scorso, da dopo il vergognoso sgombero degli operai Texprint, che Piazza del Comune è sotto occupazione militare di blindati e volanti di polizia, carabinieri e guardia di finanza". A sostenere la causa degli operai della Texprint in Piazza delle Carceri ecco anche i rappresentanti del Collettivo di Fabbrica Gkn. "Questo divieto arriva nel giorno della Liberazione di Prato. La disparità di trattamento tra noi e questa vertenza ci risulta semplicemente intollerabile", affermano. "Firenze, nel giorno della Liberazione, dava la sua Piazza della Signoria ai lavoratori della Gkn che da lì in 5.000 sfilavano in corteo per il centro città. E noi eravamo, come sempre, con loro. Questa invece è Prato. Che tutto questo avvenga nel giorno della ricorrenza della Liberazione della città lo rende ancora più paradossale", aggiunge Toscano, che si dice soddisfatto della manifestazione. "La nostra intenzione era quella di mandare un messaggio alle istituzioni: vogliamo risposte concrete alle nostre richieste. Si è parlato di tutt’altro negli ultimi giorni, invece l’attenzione deve essere posta su altre questioni, come il riconoscimento agli operai dei permessi di soggiorno per sfruttamento, il diritto alla residenza e all’assistenza medica di base".