Cure a una tartaruga marina (foto d'archivio)
Cure a una tartaruga marina (foto d'archivio)

Napoli, 19 feb. - Ha una storia individuale fortemente legata alla Toscana  la tartaruga Eleonora, esemplare femmina di Caretta-caretta soccorsa e curata nei mesi scorsi e appena rimessa in acqua sulla costiera amalfitana. Sono tre le tartarughe marine che hanno riconquistato la libertà al largo di Punta Campanella, parco Marino che coinvolge i comuni costieri della penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana. Gli esemplari di Caretta caretta sono stati rimessi in mare dallo staff dell'Area marina protetta, del Centro ricerca tartarughe marine della Stazione zoologica A. Dohrn e da volontari dell'Enpa Salerno. I tre esemplari hanno vissuto storie diverse. Tutte e tre a lieto fine, grazie alla sensibilità dei pescatori che le hanno ritrovate e al coordinamento regionale che da anni salva e tutela la specie in Campania.

La femmina Eleonora, un sub adulto di 60 centimetri di carapace per 30 chili di peso, ha fatto un lungo viaggio prima di finire sfortunatamente in una rete da pesca al largo del Golfo di Salerno e recuperata dal pescatore Antonio De Mai. Era stata già salvata nell'estate del 2018 in Toscana, nel mare delle Secche della Meloria a Livorno.

Curata all'Acquario di Grosseto, era stata rimessa in mare nel luglio del 2019 con un trasmettitore satellitare sul carapace. Le sue tracce si erano perse circa un mese dopo, nella zona del Golfo di Gaeta a centinaia di chilometri di distanza. Poi, la disavventura nei primi giorni del 2021, quando i pescatori salernitani l'avevano recuperata nella rete e segnalata allo staff dell'Amp Punta Campanella. Sul carapace e' stato montato un nuovo trasmettitore satellitare per seguirla negli spostamenti in collaborazione con il professore Paolo Luschi dell'Universita' di Pisa.

Sempre i pescatori salernitani avevano recuperato, il 21 gennaio scorso, il maschio chiamato D10S, in onore di Maradona, cosi' come viene chiamato il pescatore Luigi Guida che l'ha salvato. È un esemplare di 80 centimetri di carapace e oltre 50 kg di peso. Entrambe le Caretta caretta, tranne qualche piccola ferita causata dagli attrezzi da pesca e un inizio di embolia per la rapida risalita in superficie, sono subito apparse in buone condizioni di salute. E, dopo un mese circa, si sono dimostrate pronte per riprendere il loro viaggio in mare.

La terza tartaruga liberata oggi ha, invece, una storia un po' piu' travagliata. È stata salvata in estate a Marina di Camerota, in Cilento, in gravi condizioni a causa di un amo conficcato in gola. Vittima di una Fad (fishing agregating device), il sistema di pesca illegale che inquina e uccide nel Mediterraneo. Si tratta di trappole create per attrarre molti pesci in una zona limitata di mare. Inquinano l'habitat marino con tonnellate di plastica e sono letali anche per animali come le tartarughe. Dopo una complessa operazione e molti mesi di riabilitazione, anche Micheleamma', questo il nome della tartaruga, ha finalmente riconquistato la libertà nel mare di Massa Lubrense.

Di solito è preferibile rilasciare le tartarughe in mare verso primavera, quando la temperatura dell'acqua è più mite. Ma le buone condizioni degli animali e il fatto che nel centro di cura di Portici ci siano diversi adulti in età  fertile ha determinato la scelta di liberarle già ora. A breve saranno rimesse in mare un altro maschio e una femmina adulta. Tra un po' comincera' il periodo dell'accoppiamento. La speranza è che le tartarughe possano contribuire già quest'estate alle nidificazioni lungo le coste campane.  Il Parco Marino della costiera sorrentino-amalfitana ha salvato circa 170 tartarughe in oltre 10 anni di attività nel campo della tutela delle Caretta caretta.