Stamperia cinese a Prato
Stamperia cinese a Prato

Prato, 17 ottobre 2019 - Imprenditrice cinese a confronto con i residenti. Li rassicura sugli impatti ambientali che avrà la nuova stamperia, annuncia assunzioni di operai italiani, dice che vuole fare tutto in regola. E poi apre loro la porta dell’azienda: «Venite a vedere i macchinari», dice. «Sono di ultima generazione, silenziosi, molto meno impattanti rispetto al passato». È tutto vero, e se non è una prima volta, poco ci manca. È successo martedì pomeriggio in via Foscolo a Galciana. La notizia che il vecchio lanificio Vannucchi, ormai fermo da anni, sarebbe diventato una stamperia a conduzione cinese ha scatenato il panico tra i residenti, intenzionati a dare battaglia temendo rumori, inquinamento e cattivi odori.

Così hanno deciso di radunarsi davanti al vecchio lanificio in segno di protesta, per chiedere spiegazioni. Probabilmente si aspettavano tutto tranne un invito a entrare nell’azienda, un maxi capannone da 3500 metri quadrati. «Abbiamo notato che in paese si era diffusa una preoccupazione eccessiva rispetto all’attività che andremo a svolgere», spiega Giulio Pallara, plan manager di Digitex a cui fa capo la nuova stamperia. «Andremo a stampare su carta e tessuti con macchine digitali silenziose che non hanno scarichi industriali pesanti come le tintorie di un tempo. Tra l’altro abbiamo un’attività simile anche in via del Purgatorio, con case proprio a fianco all’azienda e non abbiamo mai avuto problemi».

Alcuni residenti sono rimasti perplessi, hanno chiesto spiegazioni e ribattuto colpo su colpo, ma senza mai alzare i toni. «Lavoro nel tessile da anni – dice Domenico Saggese – So bene che un’attività del genere emetterà cattivi odori. È assurdo che si apra un’azienda del genere in una zona residenziale, a pochi passi dall’ospedale. E tutto questo dopo che il Comune non molto tempo fa ci aveva presentato un progetto di riqualificazione con verde e panchine». Filippo Candeloro solleva un altro problema: «Mi chiedo dove andranno i camion a scaricare, non c’è nemmeno un parcheggio. Temo che sarà un bel danno per via Foscolo». Le stesse preoccupazioni di Marcello Lombardi: «Abito di fronte all’ex lanificio. Temo l’inquinamento, i cattivi odori e gli scarichi nei fossi. Non voglio vivere barricato in casa».

I tecnici di Digitex provano ancora una volta a stemperare la tensione: «Non siamo dei pazzi che vanno a inserire un’attività altamente inquinante all’interno di una zona residenziale. Abbiamo comprato l’immobile con la consapevolezza di poter avviare un’attività a basso impatto ambientale». A fine agosto l’azienda ha messo sul tavolo della Regione un documento con venti allegati per richiedere l’autorizzazione ad avviare l’attività. Il progetto dovrà essere vagliato da tutti gli enti coinvolti. Entro un mese è attesa la risposta. Assicura Pallara: «All’interno della ditta sono previsti due impianti di abbattimento, quello più grande avrà un ‘camino’ esterno rivolto in direzione dell’ospedale. Sappiamo quello che stiamo facendo, non siamo degli improvvisati. E, soprattutto, qui non c’è niente di sommerso. Non abbiamo nulla da nascondere».