Polizia municipale (foto di archivio)
Polizia municipale (foto di archivio)

Prato, 7 giugno 2019 - Blitz interforze nelle attività produttive ad impatto ambientale a Prato. Questa volta il Nucleo Ambientale della polizia municipale, congiuntamente ai Tecnici della Prevenzione di Arpat, ha posto sotto sequestro tutti i macchinari utilizzati per il processo di stampa transfert da carta a tessuto posti all'interno di una ditta a conduzione cinese ubicata in zona San Giorgio a Colonica. Tutti i macchinari, infatti, sono risultati come installati ed utilizzati in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali. Al momento dell'accesso al magazzino, sono stati rinvenuti al lavoro tredici operai, di cui tre uomini cinesi risultati privi di documenti attestanti la regolarità del soggiorno e sono stati pertanto accompagnati al Comando di Polizia Municipale per le dovute pratiche di fotosegnalamento. Altre sette persone, tra le quali un cittadino pakistano, sono risultate essere lavoratori a nero; pertanto l'Ispettorato del lavoro ha proceduto a sospendere l'attività lavorativa. Le emissioni derivanti dal processo di stampa transfert da carta a stoffa, mediante l'utilizzo di numerosi prodotti chimici a marchiatura cinese, avrebbero dovuto essere convogliate a un impianto di abbattimento a umido, a garanzia del successivo passaggio nell'ambiente circostante, nella realtà mai realizzato. Durante il sopralluogo è inoltre stato accertato dal personale del dipartimento Asl l'utilizzo del locale individuato catastalmente quale spogliatoio per il personale addetto, come refettorio-mensa: all'interno di un mobile erano presenti, in situazione di assoluta carenza igienico sanitaria, cibi di realizzazione artigianale. 

Lacunosa la gestione della documentazione amministrativa relativa ai rifiuti: il registro di carico e scarico non era correttamente compilato, motivo per il quale è stata contestata la specifica sanzione prevista dal Testo Unico Ambientale. La polizia municipale ha pertanto contestato sanzioni per un importo complessivo di 1.433,34 euro che prevedono il ripristino dello stato dei luoghi. Numerose violazioni sono state contestate anche da parte del personale dei Vigili del Fuoco, quali la mancata possibilità di apertura verso l'esterno di alcune vie di esodo nonché la prevista segnaleticasulle vie di esodo, l'idrante non funzionante, la mancata elaborazione del Dvr e di corsi di formazione per il personale dipendente, utili a garantire l'incolumità degli operatori in caso di incendio. Assente la titolare della ditta, una cinese di 44 anni, in quanto rientrata momentaneamente nel paese di origine; la stessa è stata deferita all'autorità giudiziaria e dovrà adesso scontare una pena che prevede l'arresto da tre mesi a un anno oppure pagare un'ammenda da 2.600 a 26mila euro.