Polizia municipale davanti al Lungobisenzio
Polizia municipale davanti al Lungobisenzio

Prato, 11 agosto 2019 - L’ultima volta che il Lungobisenzio è stato aperto al pubblico per una partita ufficiale era il 28 maggio del 2017. All’epoca – tanto per farsi un’idea – era ancora ben saldo il governo Gentiloni e Biffoni aveva appena superato i tre anni del suo primo mandato. Sì, è trascorso già un bel po’ di tempo. Sono infatti più di due anni che lo stadio di via Firenze è vuoto. Da allora l’erba è cresciuta, si è ammalata, è stata curata e poi tagliata. E ha fatto in tempo anche a ricrescere. Ci sono stati lavori di riqualificazione da diversi milioni di euro, poi la furibonda lite tra il Comune e Paolo Toccafondi e lo sgombero coatto. Nel frattempo è stata indetta una manifestazione di interesse per la gestione dell’impianto. Ora si attende la chiusura della procedura. Che non avverrà prima di ottobre, quando tutti i campionati dei maggiori sport cittadini saranno già iniziati. Gli uffici tecnici del Comune hanno messo il caso-Lungobisenzio in coda a tutta una serie di questioni più impellenti come l’assegnazione della gestione di piscine e palestre, che coinvolgono ogni giorno centinaia di atleti e ragazzi sul territorio.

E il futuro dello stadio? Lo spettro che aleggia è un altro anno di stop. Cancelli chiusi e desolazione. L’unica società che era uscita allo scoperto confermando l’invio di tutti i documenti per il bando è la Zenith Audax che però ora, a distanza di mesi, sembra orientata in un’altra direzione. «Non penso che daremo seguito all’interesse che avevamo mostrato inizialmente – commenta Carmine Valentini, presidente della Zenith – Ci sono diverse problematiche, specie a livello economico. Senza contare che noi abbiamo fatto investimenti sul Chiavacci che consideriamo la nostra casa. Sul Lungobisenzio abbiamo aspettato a lungo una risposta dal Comune, non so cosa hanno intenzione di fare».

Partita del tutto chiusa? No, Valentini lascia aperto quantomeno uno spiraglio. «Qualora ci sia la volontà da parte del Comune nel darci in gestione l’impianto dovrei riunirmi con il consiglio e valutare il da farsi. Ma resto dell’idea che per un club non professionistico è difficile sostenere un impianto così dispendioso». Ecco dunque che il rischio di vedere lo stadio chiuso per il terzo anno di fila si fa sempre più concreto. «Uno spostamento a campionato in corso sarebbe pure tecnicamente possibile ma in pratica è molto faticoso», sentenzia Valentini. Negli ultimi mesi gli uffici del Comune hanno avuto contatti con altre province della Toscana, ma oltre alla Zenith nessuno è uscito allo scoperto dicendosi interessato all’impianto. Dunque oltre al danno ora si intravede pure la beffa: il maggiore impianto della città potrebbe restare chiuso per il terzo anno di fila. E senza un gestore.

Alessandro Pistolesi