Controlli dei vigili urbani a nomadi in una foto d’archivio. Sul campo di Poggio a Caiano è di nuovo polemica
Controlli dei vigili urbani a nomadi in una foto d’archivio. Sul campo di Poggio a Caiano è di nuovo polemica

Prato, 13 marzo 2019 - Fanno nuovamente discutere i fondi destinati al campo nomadi di Poggio a Caiano, dove vivono attualmente cinquanta persone di etnia sinti e rom con residenza fissa. Dopo la bufera scoppiata lo scorso dicembre, quando era stato annunciato il progetto, nell’ultimo consiglio comunale c’è stata un’animata discussione sui 50mila euro che serviranno ad implementare alcuni servizi.

I fondi, provenienti dall’Ue attraverso un bando della Regione, copriranno le spese di impianti elettrici e fognari e altre opere collaterali. L’obiettivo europeo è quello di superare gradualmente i campi nomadi, un obiettivo che nella situazione specifica poggese si concretizzerà nella messa in sicurezza dell’area tramite l’implementazione dei servizi e la lotta al degrado. Trattandosi di un progetto in cofinanziamento, una cifra simile, ricavata dall’avanzo di bilancio dello scorso anno, sarà destinata direttamente dal Comune per interventi di valorizzazione di piazza e giardini pubblici della frazione di Poggetto.

Il gruppo consiliare Lega-Fdi si è opposto fermamente durante la scorsa seduta del consiglio, proponendo una diversa assegnazione dei fondi, a favore dei cittadini diversamente abili: «Abbiamo chiesto al sindaco e all’amministrazione di revocare la propria adesione alla delibera regionale che destina stanziamenti a popolazioni sinti e rom – spiega la capogruppo Diletta Bresci – e di usare i fondi per i soggetti diversamente abili del progetto ‘Vita indipendente’. Ovviamente la richiesta è stata respinta: ognuno ha le sue priorità».

Il gruppo di maggioranza, sottolineando che la richiesta era impossibile da accogliere, definisce «scorrette» le affermazioni dell’opposizione: «Richiedere di spostare quelle risorse al progetto ‘Vita indipendente’ non è fattibile per legge – si spiega – dato che i fondi europei hanno un vincolo di destino, quindi non possono essere spesi se non per quello per cui sono stati concessi. Inoltre anche noi sosteniamo che il progetto ‘Vita indipendente’ debba essere finanziato adeguatamente, tant’è che abbiamo denunciato da tempo l’insufficienza delle risorse nazionali». Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto