La misurazione della temperatura prima dell’ingresso a scuola in una immagine d’archivio
La misurazione della temperatura prima dell’ingresso a scuola in una immagine d’archivio

Prato, 16 settembre 2020 - L’odissea per un tampone e l’inizio dell’anno scolastico saltato. Con una domanda: chi guarda i bambini in attesa del test? Simona è una mamma pratese che racconta i disagi passati in questi giorni per contattare l’Asl e le ripercussioni che l’isolamento forzato ha prodotto sul figlio di 8 anni.

"Venerdì 11 settembre – racconta – ho portato il bambino dalla pediatra perchè aveva tosse e febbre. Per sicurezza ci ha prescritto il tampone anti Covid. Alle 14,41 ho ricevuto la mail da presentare al laboratorio di analisi. Avrei dovuto essere contattata entro 24 ore per l’appuntamento, ma né sabato né domenica ci hanno chiamato. Il sabato avevo chiamato anche l’Asl di Poggio a Caiano, mi hanno detto che non sapevano come funziona la procedura. Lunedì fortunatamente il bambino stava meglio, ma sempre con tosse. Allora ho iniziato il giro delle chiamate: Asl di Poggio, Asl di via Lavarone... Dopo aver chiamato più volte il centralino mi hanno dato tre numeri diretti che però squillavano a vuoto o davano occupato". A quel punto Simona ha chiamato anche il dirigente, ha ricontattato la pediatra, ha scritto mail.

«Alla fine prosegue la mamma – alle 17,14 ho ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto, ma è caduta la linea". Simona è stata informata che la pediatra potrebbe aver sbagliato il codice, così ha fatto delle verifiche fino alla soluzione: alle 17,43 di lunedì le è stato comunicato che la sua pratica è assegnata all’Istituto Medico Toscano dove farà il tampone.

«La pediatra è stata gentilissima – aggiunge la mamma – mi ha richiamato e inviato anche le foto della sua richiesta, che era corretta. Richiesta che ha comunque ripetuto e stamani (ieri, ndr) ho avuto appuntamento per mercoledì. Il bello è che qualcuno dell’Asl stamani alle 9,23 (ieri, ndr) mi ha pure chiamato per chiedermi quando avevo fatto il tampone al bambino. Mio figlio è da venerdì che non esce, non vede amici, vuole tornare a scuola e piange per rivedere compagni e maestre. Dopo il tampone dovrà stare in isolamento altre 48 ore poi la scuola chiuderà per le elezioni. Il bambino mi chiede: perché non mi fanno questo tampone? Quando posso invitare a casa gli amici ed andare dai nonni? Mamma puoi fare qualcosa? Inutile aggiungere che mio marito ha vissuto isolato da noi perchè deve lavorare: e se avessi dovuto lavorare anch’io? Non è pensabile di trovare una baby sitter e non si può gestire così il sistema di tamponi o test sierologici".

Una storia simile è accaduta in un’altra scuola a Prato: per la sorella di un bambino col raffreddore la pediatra ha prescritto il tampone, ma ancora non è stato fatto e così tutta la famiglia è in attesa mentre il bimbo non va a scuola.
Riguardo al caso specifico di Simona, l’Asl ha controllato la pratica e fa sapere che le richieste del venerdì vengono scaricate dal terminale il sabato e smistate ai laboratori. Lunedì mattina iniziano le telefonate e la chiamata da numero sconosciuto era proprio dell’Asl, che poi infatti l’ha ricontattata.

Ogni giorno arrivano all’azienda sanitaria circa 1000 richieste di tamponi in formato elettronico che devono seguire questa procedura: chi è in attesa deve rispondere al "numero privato" che appare. Molto spesso capita che le chiamate da "numero privato" vengano ignorate pensando ad un call center e questo è ancora un limite della modalità di comunicazione dell’Asl.
M. Serena Quercioli