Scienze planetarie. Rivista top nel mondo dedica al nostro museo copertina e reportage

Meteoritics and Planetary Science racconta il centro di via Galcianese agli esperti internazionali. Il direttore Morelli: "Oggi siamo i primi in Italia grazie alla collezione di meteoriti e alle iniziative che organizziamo".

Scienze planetarie. Rivista top nel mondo dedica al nostro museo  copertina e reportage

Scienze planetarie. Rivista top nel mondo dedica al nostro museo copertina e reportage

L’ultimo numero della prestigiosa e autorevole rivista internazionale "Meteoritics and Planetary Science" ha dedicato la copertina al Museo Italiano di Scienze Planetarie e, all’interno, un articolo di presentazione alla comunità scientifica mondiale della collezione di meteoriti che conserva nella sede di via Galcianese. "Una grande soddisfazione, certamente un riconoscimento eccezionale nel nostro settore e senz’altro una pietra miliare posta sul percorso di crescita del museo. Percorso che lo ha condotto a diventare il maggiore punto di riferimento del settore in Italia grazie alle iniziative svolte e alla collezione, ormai la maggiore e più importante tra quelle ospitate nei musei italiani", spiega Marco Morelli, direttore della Fondazione Parsec che gestisce il museo.

La rivista è diffusa a livello mondiale ed è la principale pubblicazione periodica nel campo delle scienze planetarie. In essa vengono raccolti e divulgati i principali contributi scientifici prodotti sull’argomento. Antonella Fioravanti, presidente della Fondazione Parsec, sottolinea che questo riconoscimento rafforza ulteriormente il ruolo del museo in un contesto internazionale di crescente interesse per l’esplorazione spaziale, anche in termini di investimenti. La corsa allo spazio, infatti, è nuovamente al centro degli interessi strategici di numerosi Paesi, costituendo terreno di confronto e concorrenza tecnologica e scientifica. Stati Uniti, Europa, Italia, Cina, India, Giappone, Emirati Arabi, Russia e molti altri Paesi collaborano, concorrono o si sfidano per lo sviluppo di tecnologie che negli ultimi anni hanno visto lo sviluppo di missioni esplorative verso la Luna e Marte, il recupero di campioni rocciosi da asteroidi e la ripresa della corsa a riportare l’uomo sulla Luna.

Lo studio di materiale extraterrestre, e di campioni come quelli conservati nel museo pratese, è dunque oggi centrale e indispensabile. Le scienze planetarie costituiscono un settore di ricerca scientifica in rapida espansione, con un impatto di cruciale importanza sul nostro futuro, sia a breve che a lungo termine. È chiaro che si tratta di un campo di grande interesse anche per i giovani. Negli anni a venire cresceranno esponenzialmente gli investimenti e di conseguenza le opportunità di lavoro. Per tutti i settori correlati all’esplorazione spaziale è infatti atteso un forte sviluppo: da quello puramente scientifico e tecnologico all’industria aerospaziale, che in Toscana ha uno dei distretti più importanti del nostro Paese.

Da tutto il mondo e da diversi anni, il Museo Italiano di Scienze Planetarie riceve richieste di campioni per analisi e studi scientifici. I risultati di tali studi vengono poi pubblicati su riviste scientifiche internazionali di prestigio come "Meteoritics and Planetary Sciences". Il contributo che il Museo offre al progresso delle conoscenze scientifiche è indiscutibilmente ormai di alto livello. "Far crescere ulteriormente il museo e le sue collezioni è per noi una priorità - conclude la presidente Fioravanti - Da anni stiamo lavorando ad una nuova sede, dotata di spazi adeguati che consentiranno l’ampliamento delle richiestissime attività didattiche e della preziosa attività di ricerca. Lanciamo dunque un appello alle aziende e agli imprenditori, perché partecipino attivamente a questa scommessa: contribuire ad affermare il museo come uno dei principali in Europa nel campo delle scienze planetarie".