Quotidiano Nazionale logo
15 mag 2022

Roberta e Rodolfo Betti, va in scena l’amicizia L’ironia e l’acume dei due cantori di Prato

Non erano parenti, nonostante il cognome, ma legati dall’amore per la città. Lei, ‘paladina’ del Politeama, lui autore di teatro e scrittore

roberto baldi
Cronaca

È il turno di Rodolfo e Roberta Betti, i cantori di Prato alla loro maniera dolce e scanzonata. Accompagnati dalle foto di Ranfagni, ecco una nuova tappa della nostra rubrica ‘Come eravamo’ in cui si sono avvicendati: Edoardo Nesi, il Lungobisenzio, Filettole,la goliardia, le botteghe del centro, il ristorante Baghino, Silvio Pugi, Roberto Giovannini, la redazione pratese de La Nazione, Pietro Fiordelli, il tessile, Giorgio Vestri, il teatro Metastasio, Lohengrin Landini, il Politeama, il campanilismo Prato Firenze Pistoia, Misoduli. di Roberto Baldi Portavano un cognome, Betti, popolare a Prato, ma erano singolari in tutto: Roberta e Rodolfo Betti, nemmeno lontani parenti, avevano in comune l’amore per la città, che cantavano alla loro maniera scanzonata e dolce. Roberta con il pragmatismo delle realizzazioni; Rodolfo con il gusto di fotografarne il divenire. In questo diversi perché la differenza è l’inizio della sinergia. Si amavano e litigavano nelle costruzioni di spettacoli e canzoni, ma si stimavano a vicenda con l’intento comune di dare un respiro anche artistico alla città delle mille ciminiere. Ai loro funerali, avvenuti a poca distanza l’uno dall’altro, c’era tutta Prato che per loro era stata una ragione di crescita artistica e di godimento partecipato agli altri. Roberta era riuscita nell’impresa di ridare ai pratesi il Politeama attraverso il tenace coinvolgimento di tutta la città, restituendo al complesso di via Garibaldi una vita luminosa come le stelle che s’intravedono dalla prestigiosa cupola apribile del teatro, dopo che il 7 novembre del 1985 sui titoli di coda dell’ ultimo film si erano accese le luci in sala, si erano spenti i riflettori, la macchina da proiezione ammutoliva, mentre il pubblico sciamava in via Garibaldi con il portone che si chiudeva alle spalle per riaprirsi nove anni dopo grazie a una vita di affetto e di passione civile creata dall’entusiasmo e dalla simpatia di ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?