Prato, 15 settembre 2021 - «Ho capito che, nonostante i miei limiti, il Signore mi stava chiamando. Così ho deciso di diventare sacerdote". Aveva solo 26 anni, Francesco Spagnesi, quando fu ordinato prete diocesano nel giugno del 2007 dall’allora vescovo Gastone Simoni e parlava così della sua vocazione in un’intervista a La Nazione.

"Ha comprato droga con i soldi delle offerte"

"Già dagli ultimi anni del liceo ho trovato questa pienezza e questa gioia nel rendermi disponibile agli altri. Ciò comporta inevitabilmente delle rinunce, ma vedo la bellezza nel percorso che ho intrapreso".

Spagnesi, classe 1981, aveva frequentato il liceo Livi e poi si era iscritto a medicina all’Università di Pisa, proprio durante il primo anno la sua vocazione si era fatta sempre più forte e aveva deciso di lasciare e di entrare in seminario. L’ordinazione arrivò dopo cinque anni di studi come seminarista, voluta con consapevolezza profonda e ponderata.

Scelse la missione che prevede l’obbedienza al vescovo, la promessa di celibato e di sobrietà. Trascorsi due anni durante i quali, don Francesco è stato cappellano dell’ospedale Misericordia e Dolce e correttore della confraternita della Misericordia, istituzione a cui è legatissimo, fu nominato sempre dal vescovo Simoni parroco alla chiesa dell’Annunciazione alla Castellina: era l’ottobre del 2009 e don Spagnesi andò subito ad abitare con la madre in un appartamento di pertinenza della parrocchia.

La canonica in via Pagano, è rimasta tuttora la sua residenza, dove sta scontando gli arresti domiciliari disposti dal gip del Tribunale di Prato.

Alto di statura, sempre sorridente e benvoluto da tutti negli ultimi dodici anni ha ricoperto il suo incarico con grande dedizione e impegno. Tanto che i suoi parrocchiani sono stati colti alla sprovvista dalla notizia del suo arresto, dal suo coinvolgimento in presunti festini finanziati con i soldi delle offerte dei fedeli e dalle accuse di spaccio di sostanze stupefacenti.

Molti ricordano le feste di carnevale dei bambini, le cene di beneficenza e le recite nel teatro parrocchiale. Poco tempo dopo la sua nomina alla Castellina, i festeggiamenti riguardarono proprio la sua famiglia. Fu infatti lui stesso a celebrare il matrimonio della sorella Elena nella chiesa dell’Annunciazione: si trattò di una giornata di felicità e di festa per tutti.

Durante il suo impegno prima come correttore della Misericordia e poi parroco ha fatto fede alla sua promessa di aiutare gli altri, mettendosi sempre a disposizione. Nel giugno del 2014, a sette anni di distanza dalla sua ordinazione a sacerdote, don Francesco Spagnesi fece parte della delegazione partita da Prato – con altri 500 confratelli e consorelle delle Misericordie e dei gruppi Fratres – che incontrò a Roma con Papa Francesco. Il gruppo di Prato era guidato dal vescovo, monsignor Franco Agostinelli, che all’epoca era da 8 anni il correttore delle Misericordie d’Italia e che con sé aveva voluto anche il correttore dell’Arciconfraternita pratese, appunto don Spagnesi.

re.po.