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19 mag 2022

Premio dipendenti in congedo: applicati gli accordi sindacali

La Prefettura chiarisce di aver applicato per i lavoratori che usufruivano della legge 104 i criteri stabiliti allora. Dal 2019 sono cambiati

19 mag 2022
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)
Impiegati al lavoro in un ufficio pubblico (foto d’archivio)

"Il ministero dell’Interno destina somme a titolo di ’incentivo per la produttività’ al personale come emolumento aggiuntivo legato alla prestazione lavorativa del singolo dipendente. Una parte di tali risorse viene distribuita al personale sulla base delle intese che vengono annualmente raggiunte fra parte pubblica e parti sindacali al livello di singole sede". È il chiarimento della Prefettura in merito alla sentenza emessa i primi di maggio dal giudice del lavoro di Prato riguardo al mancato riconoscimento del premio di produzione ad alcune dipendenti che avevano usufruito dei congedi ex legge 1041992 (per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili).

"Nel periodo compreso fra il 2014 ed il 2018, a seguito delle intese raggiunte tra la Prefettura di Prato, sindacati e Rsu è stato stabilito che al personale che aveva partecipato a progetti di riorganizzazione ed efficientamento dei servizi sarebbe stato riconosciuto l’incentivo in proporzione ai giorni di effettiva presenza in servizio nell’anno. Si trattava di un criterio ritenuto utile ad individuare in concreto l’apporto di ciascun dipendente all’incremento della produttività, in base al numero delle presenze. Pertanto, in applicazione dei suddetti accordi non venivano computati, ai fini dell’individuazione dell’importo di spettanza di ciascun dipendente, i giorni di assenza per permessi, congedi, recuperi, e tra questi, quelli ai sensi della legge 104", spiegano dalla Prefettura aggiungendo che "nel periodo di riferimento fra i dipendenti fruitori dei benefici della legge 104 in servizio presso la Prefettura di Prato figuravano sia donne che uomini, e anche in relazione a quest’ultimi si era ovviamente proceduto a non considerare i giorni di permesso fruiti quali giorni di presenza in servizio".

La Prefettura precisa infine "che tutti i dipendenti beneficiari dei permessi riconosciuti dalla legge 104, negli anni in questione, hanno comunque partecipato alla distribuzione del Fondo unico di sede, percependo, come ogni altro dipendente, importi diversi in base al numero di giorni di servizio, individuato sulla base degli accordi allora vigenti. A partire dal 2019 quindi ben prima della sentenza del 4 maggio scorso la contrattazione ha portato al perfezionamento degli accordi che da quell’anno equiparano i giorni di assenza per la legge 104, ai giorni di effettiva presenza in servizio".

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