Prato, 28 marzo 2019 - La Procura ha richiesto l’esame del Dna anche sull’altro figlio undicenne della coppia. Un «atto dovuto», spiegano fonti investigative, viste le prove rintracciate nei pc e nel telefono della donna per capire se, in passato, l’indagata abbia intessuto altre relazioni dubbie. L’esame del Dna è stato già fatto sul bimbo di 7 mesi e ha confermato che il neonato è figlio del quindicenne.

Un esame che è stato tutt’altro che semplice perché la madre, al momento della prima perquisizione, non ha acconsentito al prelievo del campione di saliva (al contrario di quanto era trapelato in precedenza). Così gli agenti della Mobile sono stati costretti a sequestrare il ciuccio del piccolo per eseguire l’accertamento. Non è dunque facile la posizione dei due minori, soprattutto ora che la madre è ai domiciliari e il padre «legale» è indagato per alterazione di stato. Gli atti non sono ancora arrivati al tribunale dei minori e al momento i magistrati non rilevano pericoli o casi di abbandono dei bambini che possa giustificarne un allontanamento.

«Per ora non abbiamo neppure copia dell’esame del Dna – dice l’avvocato della famiglia del quindicenne, Angela Roviello – Non abbiamo nessuna copia degli atti. Attendiamo che le indagini siano chiuse per valutare la situazione». La famiglia del quindicenne, da cui è partita la denuncia che ha innescato l’inchiesta, non ha fatto nessun passo per rivendicare la paternità del piccolo. Trattandosi di un minorenne, il padre biologico non può avanzare nessuna richiesta. Potrebbe farlo solo un tutore a nome suo. Sulla vicenda è intervenuta anche l’avvocato Elena Zazzeri, presidente della camera minorile di Firenze.

«È possibile che glieli tolgano tutti e due», ha detto. Precisando: «Lo scenario è molto articolato ed è impossibile prevedere quale sarà il destino dei due bambini». In questi casi, spiega sempre la presidente della camera minorile, «la procura segnala la cosa alla procura dei minori, che avvierà una procedura di valutazione della capacità genitoriale. A questo punto potrà essere coinvolto il tribunale dei minori», che prima di pronunciarsi disporrà «un’approfondita indagine psicosociale sulla madre, sul padre e sullo stato psicologico del primo figlio». Se le accuse verso la 31enne venissero confermate, tuttavia, «è difficile pensare che i figli, soprattutto il piccolino, le vengano lasciati». Diverso il discorso per il padre, se dimostrerà di essere una persona affidabile: «In questo caso, afferma Zazzeri, è difficile che il figlio di 11 anni gli venga tolto, soprattutto se decidesse di separarsi dalla moglie».

L.N.