Prato, 1 settembre 2018 - Settembre, tempo di migrare. O sloggiare, dipende dai punti di vista. Parafrasare la famosa poesia di Gabriele D’Annunzio può tornare utile per esprimere il concetto: il Prato, al Lungobisenzio, ha le ore contate. A Paolo Toccafondi resta giusto il tempo per radunare le ultime cose, poi dovrà abbandonare la struttura.

Lo sgombero coatto, apice di un’estate di guerra tra il Comune e il patron biancazzurro, è fissato per lunedì mattina. Dall’uffcio sport fanno sapere che questa volta non ci sarà nessun rinvio, nessun modo per prendere tempo. Paolo Toccafondi è obbligato a restituire le chiavi dell’impianto. Se il presidente del Prato opporrà ancora resistenza (come è probabile) allora si passerà alle maniere forti. Lo prevede il protocollo. Proprio per questo allo sgombero, insieme ai funzionari dell’ufficio sport, ai tecnici del patrimonio e dei lavori pubblici del Comune, ci sarà anche la polizia municipale, obbligata a usare la forza se necessario. Magari a frugare anche dentro alle tasche del patron biancazzurro pur di riavere indietro le chiavi. Chissà.

Di certo il clima tra le parti non si preannuncia disteso e conciliante. E se queste sensazioni saranno confermate anche lunedì mattina, allora il Comune ha già fatto sapere che provvederà a cambiare lucchetti e serrature. Il sopralluogo servirà anche per stilare un inventario dei beni, tutto sarà messo a verbale. E poi? Una volta ripreso il possesso dell’impianto, il Comune dovrà fare una serie di valutazioni per capire come procedere. «Il campionato è ormai alle porte e dovremo capire cosa fare di questo stadio», spiega Donatella Palmieri, dirigente dell’ufficio sport. «A prescindere dall’utilizzo, verrà pubblicato un nuovo bando per la gestione in concessione della struttura. Ma ancora non ci sono certezze sui tempi. Nel frattempo, sarà l’amministrazione a gestire il Lungobisenzio, a occuparsi del campo e di tutto il resto».

A Paolo Toccafondi non restano alternative: deve sperare nell’esito positivo dell’udienza al Tar della Toscana, in programma il 12 settembre. Una partita da dentro o fuori, che vale il ripescaggio in Serie C. Un’ipotesi remota, almeno per il momento. Settembre comunque è il mese decisivo. E inizia con una migrazione che segna un’epoca: per la prima volta dopo 39 anni di presidenza ininterrotta, Toccafondi deve sloggiare dal Lungobisenzio.