Prato, 6 maggio 2021 - I telai battono, gli orditoi girano. Rumori e movimenti ben noti nel distretto pratese. L’orditoio è il macchinario che serve per costituire quella che è la prima struttura di un tessuto, ossia l’ordito. Sono tanti gli interrogativi che in queste ore si susseguono proprio sul macchinario che ha ucciso Luana D’Orazio. Il ministro Orlando in visita a Prato: "Lo Stato non può risparmiare sulla sicurezza" In commercio ovviamente ne...

Prato, 6 maggio 2021 - I telai battono, gli orditoi girano. Rumori e movimenti ben noti nel distretto pratese. L’orditoio è il macchinario che serve per costituire quella che è la prima struttura di un tessuto, ossia l’ordito. Sono tanti gli interrogativi che in queste ore si susseguono proprio sul macchinario che ha ucciso Luana D’Orazio.

Il ministro Orlando in visita a Prato: "Lo Stato non può risparmiare sulla sicurezza"

Andrea Rubini ed Emma Marrazzo (foto Gabriele Acerboni/FotoCastellani)

In commercio ovviamente ne esistono di vari modelli, per diversi tipi di lavorazione. L’orditoio è formato da due strutture principali. Quella sulla quale vengono avvolti i fili si chiama aspo. Una volta terminata questa operazione, i fili vengono "scaricati" su un subbio, ossia sul grande cilindro sotto al quale è rimasta schiacciata Luana D’Orazio.

 

E’ il subbio che poi va al telaio per tessere la tela. Il subbio che arriva in tessitura è enorme, può arrivare a pesare anche più di 400 chili. Si tratta di un cilindro formato da fili molto compatti: attorno ci possono essere avvolti da decine a migliaia di fili. Gli orditoi sono macchine che svolgono un movimento circolare, la forza in questa rotazione è tanta e per questo motivo quando sono in funzione non ci si può avvicinare. Tanto che con il passare degli anni sono state inserite sempre maggiori sicurezze: fotocellule, barriere di plexiglass, recinzioni.

Si tratta di sicurezze che comunque possono essere rimosse per effettuare la manutenzione o per svolgere le prime fasi della lavorazione prima che il rullo (subbio) inizi la sua corsa che può essere più o meno lenta a seconda del tipo di lavorazione.

Andrea Belli, titolare dell’orditura Gt2000, respira da quando aveva 15 anni. Oggi ne ha 71 ed è rimasto sconvolto da quanto successo all’orditura Luana che gli richiama alla memoria un incidente successo esattamente 30 anni fa: "Negli anni Ottanta erano frequenti incidenti del genere e ho davanti agli occhi una scena simile: l’incidente accadde in via Carradori, un operaio fu risucchiato dal subbio. Adesso la situazione è migliorata tanto grazie alla tecnologia. Ci sono mille gesti da fare davanti ad un orditoio: 990 sono innocui come allestire le rocche, annodare, tirare i fili, fare le cernite. Poi ci sono pochi movimenti durante i quali bisogna essere presenti coscienti e molto attenti".

Si.Bi.