Roberto Benigni con l'Oscar
Roberto Benigni con l'Oscar

Prato, 21 marzo 2019 - "…Robbberto !!!". Nella notte tra il 21 e il 22 marzo del 1999 quell’urlo pronunciato da una raggiante Sophia Loren regala la prima grande indimenticabile emozione: il folletto di Vergaio viene catapultato nell’Olimpo dei miti del cinema con la prima statuetta: miglior film straniero. La vita è bella entra nella storia del cinema. E anche Roberto Benigni, che a suo modo si avvicina al palco per pronunciare almeno una frase di ringraziamento. E’ un ciclone: si alza in piedi, monta sulle poltroncine del Dorothy Chandler Pavillon di Los Angeles calpestando le più grandi star del cinema, attonite ma divertite. Cominciò così l’avventura di Benigni, quella famosa notte che nessuno ha dimenticato. A distanza di vent’anni, la città ricorda ancora con emozione e nostalgia. Nei giorni precedenti, ovunque compariva in città la scritta Forza Roberto. Il giorno dopo la conquista di ben tre statuette, i cartelloni furono sostituiti con la scritta Grazie Roberto.

Che notte quella notte. Tutti svegli per seguire la diretta tv, trasmessa all’epoca da Telepiù. Neanche la pioggia scoraggiò migliaia di pratesi a seguire l’evento dal maxi schermo di piazza San Francesco. Per non parlare della postazione tv sistemata a due passi dal circolo di Vergaio (nella foto Salvatores, Abatantuono e Carlo Monni a Vergaio), quel circolo che aveva visto nascere un talento stravagante e originale, oramai famoso in tutto il mondo.

Salvatores, Abatantuono e Carlo Monni in diretta da Vergaio

La famosa diretta ribattezzata "Vergaio – Hollywood" richiamò oltre quattromila persone, politici e personalità della Prato di vent’anni fa, tanti vip tra i quali Diego Abatantuono, Gabriele Salvatores, i fratelli Giovanni e Sandro Veronesi, Jury Chechi, Pamela Villoresi. Ma soprattutto gli amici d’infanzia di un giovane e sconosciuto Benigni. C’erano proprio tutti a fare il tifo per lui. Nel piccolo tendone ribattezzato Palacotechino, al circolo di via di Mezzo, per le strade di Vergaio. Tutti intervistati dai microfoni di Telepiù, su un tappeto rosso più «casalingo» rispetto a quello di Los Angeles. E poi i parenti di Benigni; la mamma Isolina e il babbo Luigi, le sorelle Bruna e Albertina (mentre Anna e i nipoti Stefano e Stefania erano da giorni negli Stati Uniti). Uno, due, tre Oscar! I fans e gli amici festeggiano; primo fra tutti il compianto Franco Casaglieri. Che notte quella notte!

LE STATUETTE - Sette nomination all’Oscar, tre statuette conquistate: colonna sonora di Nicola Piovani, miglior attore protagonista per Benigni (battendo Nick Nolte, Edward Norton, Tom Hanks, Ian McKellen) e miglior film straniero, battendo il super favorito "Central do Brasil". Si narra che per molti anni il nome di Benigni non potesse essere neppure pronunciato a Rio e dintorni, come era successo anni prima ad un altro pratese illustre, Paolo Rossi, autore della tripletta che infranse i sogni di gloria della nazionale brasiliana ai Mondiali del 1982 (non a caso la autobiografia di Paolo Rossi si intitola "Ho fatto piangere il Brasile"). Il carnet del celebre film si completa con altri riconoscimenti importanti: gran premio speciale a Cannes, nove David di Donatello, cinque Nastri d’argento, Premio Cesar, cinque Globi d’oro, due European Film Award. Più che un film, una leggenda. Con tanti altri primati: film italiano di maggior incasso nel mondo, 230 milioni di dollari (in Italia quasi 50 miliardi con 15 di costo), il film più visto al primo passaggio tv con oltre 16 milioni di telespettatori. Fino all’uscita di «Titanic», è stato il film più visto in Italia di tutti i tempi (oggi al quinto posto). Il cult movie che inizialmente si doveva intitolare «Buongiorno Principessa», fu girato tra il novembre 1996 e l’aprile del 1997 tra Arezzo, Cortona, Ronciglione e Papigno, dove in una vecchia fabbrica dismessa fu ricostruito il campo di concentramento. Uscì in anteprima mondiale il 18 dicembre 1997.

GLI EVENTI PER CELEBRARE L'ANNIVERSARIO - Un anniversario così importante non poteva non essere ricordato in città. Due gli appuntamenti per la gioia dei fans di Roberto Benigni e per gli appassionati che hanno voglia di rivedere un film entrato nella storia del cinema. Si comincia domenica al circolo Arci di via di Mezzo, laddove nel 1999 tutta Vergaio seguì con trepidazione la consacrazione del suo figlio illustre. Alle 16.30 la proiezione del film, alle 19 il saluto del sindaco Matteo Biffoni. Poi, esibizione del Piccolo coro «Il primo raggio di sole» diretto da Valentina Lapio. Alle 21 nel salone delle feste, lo spettacolo teatrale «Bartali, prima tappa» con Francesco Denti. A seguire, rinfresco offerto dalla pasticceria La vita è bella e dalla enogastronomia Vino e Passioni. Pasta e bevuta, 4 euro, ingresso a spettacolo teatrale, 5 euro. Conviene prenotare.

Annullata invece la serata di giovedì 28 marzo al Terminale per problemi di diritti d'uso dell'opera.

IL CAST - Nel cast de «La vita è bella» anche un altro pratese d’adozione: Giustino Durano (nella foto), nei panni dello zio di Benigni, proprietario del Grand Hotel di Viareggio, dove Roberto – alias Guido – fa il cameriere. E’ il più riuscito dei personaggi di contorno e vince il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista.

Giustino Durano

IL FUTURO - Per Benigni pochi gli impegni di lavoro e poche le apparizioni in città in questi vent’anni. Dopo aver girato il mondo a ricevere premi e consensi con «La vita è bella», nel 2001 inizia la lavorazione di «Pinocchio», un super kolossal ambizioso che se la cava bene al botteghino ma che riceve ben poche critiche benevole. Nel 2005 è la volta de «La tigre e la neve». Poi, qualche partecipazione per registi come Woody Allen e Jim Jarmush, qualche apparizione come ospite, Sanremo, David di Donatello, nello show di Celentano (indimenticabile il duetto sulle note di «La coppia più bella del mondo»). Immancabili le serate tv dedicate a Dante, alla Costituzione, ai dieci comandamenti. Tanti progetti annunciati e annullati: un film sulla Divina Commedia, un film diretto da Terrence Malick, un film con Tom Hanks. Rifiuta «Parla con lei» di Pedro Almodovar e «Dogman» di Matteo Garrone. Ma è proprio Garrone a riportarlo sul set nel ruolo di Geppetto per una nuova edizione di «Pinocchio» attualmente in lavorazione. E purtroppo, pochi anche i ritorni nella sua Vergaio. Anche solo per una partita a carte con i vecchi amici. Se non per qualche visita in gran segreto alle sorelle e ai parenti.