Orti cinesi
Orti cinesi

Prato, 5 dicembre 2018 - Dalle Fontanelle a Seano, la distesa di orti cinesi si allarga a macchia d’olio. Da via Pistoiese al Macrolotto proliferano i camioncini abusivi che vendono agli angoli della tangenziale tra smog e autoarticolati, le colture prodotte dai connazionali poco lontano. Una carrellata di foto e segnalazioni è arrivata al numero Whatsapp della nostra redazione (337.1063052), a seguito della nostra inchiesta a puntate: armati di telefonino i ‘cittadini cronisti’ hanno immortalato uno spaccato della città.

La prima segnalazione arriva da Seano: lungo l’argine sinistro del torrente Furba una distesa di serre fai da te. Teli bianchi di plastica sono adagiati su intelaiature di ferro artigianali. Una accanto all’altra fino a dieci serre in fila seguono l’argine del Furba. A lavorare la terra ci sono contadini dagli occhi a mandorla chini sugli ortaggi dall’alba fino a sera. Non parlano italiano, non alzano mai lo sguardo.

Ma la distesa di orti cinese è davvero visibile. Impossibile non vederla. Eppure ogni giorno i contadini lavorano la terra e producono ortaggi da rimettere sul mercato. I sementi, l’acqua utilizzata per innaffiare le piantine e i diserbanti non sono noti. Nelle puntate precedenti della nostra inchiesta prima i Carabinieri della Forestale poi due docenti dell’istituto di Agraria Francesco Datini, avevano lanciato l’allarme sulla potenziale pericolosità per la salute di prodotti di importazione non controllati.

Verdure giganti prodotte (per fortuna non in tutti i casi) con sementi Ogm, vendute lungo la tangenziale al Macrolotto. Le segnala Tiziano: «Ogni domenica mattina mi imbatto in decine di venditori abusivi. Basta fare un giro al Macrolotto per trovare verdura cinese a pochi euro: ho anche segnalato più volte la situazione alla polizia municipale, ma scommetto che domenica mattina saranno ancora tutti la».